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Cos’è e come funziona la Stampa Digitale

4 Ottobre 2019
Cos'è la Stampa Digitale

Cos’è e come funziona la Stampa Digitale

Le recenti innovazioni tecnologiche hanno causato profondi cambiamenti anche nel campo della stampa.

Secondo l’Intergraf, l’organo europeo che rappresenta l’industria tipografica e la stampa, tra il 2005 e il 2015 il numero di tipografie si è ridotto del 14%, soprattutto a causa della grande crescita della cosiddetta stampa digitale, una nuova tecnologia che prevede l’utilizzo di strumenti elettronici per l’invio e la stampa dei file. Addio, quindi, a lastre e matrici, con un significativo vantaggio di tempo e un consistente abbattimento dei costi. La stampa digitale può essere applicata a diverse situazioni, ma ha fatto breccia soprattutto tra chi ha necessità di stampare basse tirature.

Questo è l’aspetto principale che ha fatto della stampa digitale la nuova frontiera, perché si può anche stampare soltanto una copia oppure apporre intestazioni personalizzate sulle singole pagine. La stampa digitale viene quindi spesso preferita da quelle realtà che ad esempio stampano numeri zero di riviste o periodici.

Come funziona la stampa digitale

Tra le macchine per stampare in digitale, le getto a inchiostro sono quelle più utilizzate. Il loro funzionamento prevede la presenza di una testina che rilascia l’inchiostro liquido sul supporto da stampare, dopo che questo è stato prelevato da serbatoi montati all’interno della stampante. Sono diversi i modelli di stampanti a getto di inchiostro in commercio: le due principali sono quella da tavolo, adatta a formati standard come l’A3 o l’A4, e il plotter, destinato alla stampa in maxi formato.

Il plotter normalmente può supportare rulli fino a 1300 mm, grazie ai quali è possibile realizzare lavori di una certa importanza e grandezza. Per esempio, i cartelli pubblicitari utilizzati per coprire i palazzi durante i lavori di ristrutturazione o i cartelloni per stadi e gli adesivi da attaccare agli autoveicoli.

Un tipo particolare di stampa digitale, è la stampa digitale diretta, una tecnologia simile alla serigrafia che viene utilizzata principalmente per stampare immagini con resa fotografica ad alta definizione. È indicata per tutti quei progetti che prevedono la presenza di immagini complesse e ricche di colori e sfumature, con la peculiarità di lasciare morbido il tessuto su cui l’immagine viene impressa.

Diverso discorso, invece, per la stampa digitale in sublimazione che serve, per esempio, alla personalizzazione delle magliette. In questo caso, l’inchiostro sublimatico viene trasferito su un’apposita carta che lo imprime sul tessuto tramite una pressa o una calandra. Così facendo, l’inchiostro si trasforma in gas, unendosi in maniera stabile alla superficie del tessuto utilizzato.

I vantaggi della stampa digitale

Rispetto alla “vecchia” stampa tipografica, quella digitale offre diversi vantaggi, a partire dall’alta qualità e definizione della stampa stessa. Il processo è più veloce e diretto, visto che il cliente può subito monitorarne, anche online, il risultato e avere le prime copie disponibili.

Inoltre, si possono usare vari tipi di materiali: carta o cartoncini, nonché materiali tessili e di plastica. Naturale conseguenza di tutto ciò è l’abbattimento dei costi, per cui è possibile chiedere anche la stampa, per esempio, di poche copie di libri senza spendere cifre alte. Perfino i costi di gestione delle macchine sono inferiori, visto che gli inchiostri per la stampa digitale costano meno e offrono colori più lucidi e brillanti e sfumature praticamente infinite.

Tra questi, ci sono anche gli inchiostri ecosolventi, ideali per chi vuole stampare su PVC adesivo, tele o striscioni. Infine, è possibile la cosiddetta “stampa del dato variabile“, vale a dire stampare un nome diverso su un certo numero di copie di un biglietto da visita. La stampa digitale sta rivoluzionando l’industria e, a oggi, stando ai dati pubblicati sul sito www.sitographics.it, il numero delle pagine stampate in digitale ha superato il 50%.

Da questo punto di vista, è stato il cosiddetto “print on demand” a dare una spinta decisiva all’applicazione del digitale. Grazie a questa tecnologia, l’editoria in particolare è stata rivoluzionata, perché chiunque può caricare un proprio file (testo o immagine che sia) su una piattaforma e vederlo in breve tempo stampato sul proprio supporto preferito.

Quando stampare in digitale

Nonostante i tanti vantaggi offerti dalla stampa digitale, non sempre è preferibile rispetto alla stampa offset. Questa, infatti, si è comunque evoluta di pari passo, sfruttando talvolta anche le stesse tecnologie digitali. Basti pensare che se fino a pochi anni fa, una lastra di stampa si sostituiva in sei minuti, adesso bastano novanta secondi.

In alcuni casi, quindi, è ancora consigliabile affidarsi alla stampa offset, soprattutto quando si devono stampare grandi tirature oppure si ha bisogno di stampare su un supporto di grande formato in cui accorpare diversi prodotti.

La stampa digitale, invece, è preferibile quando si vogliono stampare poster, dépliant, volantini e prodotti pubblicitari in genere, nonché qualsiasi prodotto di marketing, dal catalogo di gadget fino agli adesivi o ai biglietti da visita. Essendo un tipo di stampa immediato, è, altresì, consigliato quando si hanno tempi stretti e, magari, un budget limitato, visto che è sufficiente inviare il proprio file allo stampatore e attendere una prima prova di stampa.

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Come scegliere la Carta giusta per un Progetto Grafico

30 Settembre 2019
Come scegliere la carta giusta - Blu Calamaio

Come scegliere la Carta giusta per un Progetto Grafico

La scelta di una giusta carta è la chiave del successo di un qualsiasi progetto grafico ed è determinante per l’ottima resa di una brochure, una locandina, un libro, un semplice biglietto da visita o anche un manuale d’istruzioni.

Spesso tale supporto viene erroneamente sottovalutato, mentre, in realtà svolge compiti di grande importanza: suscita sensazioni al tatto, cattura l’attenzione del lettore nonché migliora l’estetica del prodotto.

Prima di stampare il tuo lavoro, però, devi avere ben chiare le caratteristiche fisiche di ciascuna tipologia di carta. Devi scegliere pertanto la più adatta alle tue esigenze di grafica al fine di ottenere un risultato quanto più vicino alle tue aspettative.

La carta per un progetto grafico: i fattori da considerare

Il mercato ti offre svariate tipologie di carta per il graphic design. Il giusto supporto costituisce un elemento chiave per il successo e per tale motivo la scelta non è tra le operazioni più semplici. In base al risultato che intendi ottenere, devi considerare alcuni fattori importanti come:

– la grammatura, ovvero il peso del foglio. Attenzione a non confonderla con lo spessore. Quest’ultimo, infatti, varia in base alla composizione della fibra, la lavorazione, l’umidità e la consistenza. Ciò significa che carte di uguale grammatura possono avere uno spessore diverso e risultare al tatto molto diverse tra loro.

Tendenzialmente, un foglio con maggiore grammatura ha anche più spessore, ma non è una regola fissa. Per creare un progetto di alto livello non puoi pertanto affidarti ad un supporto comune (altrimenti definito usomano), ma devi optare per carte di uso professionale. Per realizzare un biglietto da visita, ad esempio, dovrai scegliere un tipo di carta dalla grammatura uguale o superiore a 300 g.

Qualora desiderassi aumentarne la consistenza, puoi sempre accoppiarla in un secondo momento;

– la durata nel tempo. In genere, per stampare dei flyer puoi impiegare una carta leggera da 135 g. Tuttavia, se desideri che il tuo progetto duri anche nel tempo, opta per un supporto da 200 g (o superiore) ed eventualmente provvedi alla plastificazione del lavoro per conferire una maggiore resistenza (nonché un tocco di professionalità in più);

– l’effetto finale. Metti in chiaro fin da subito il messaggio che desideri lanciare attraverso il tuo progetto grafico. Ad esempio, per stampare inviti oppure partecipazioni raffinati e sofisticati utilizza una carta perlata. In alternativa, per ottenere un effetto naturale, impiega magari una tipologia riciclata.

Carta per progetti grafici: le varie tipologie e gli usi

Se desideri creare un progetto di alto livello e che sia anche vincente, devi necessariamente conoscere le caratteristiche dei vari tipi di carta e scegliere in maniera consapevole, in base alle tue esigenze di grafica e stampa. Eccoti le principali tipologie di supporto:

Carta normale, usomano e da editoria. Molto versatile, viene in genere utilizzata per le stampe editoriali. La sua porosità consente, infatti, di assorbire senza problemi tanto inchiostro. Pertanto, è ideale per libri, manuali d’istruzioni e similari.

Patinata opaca. Si ottiene da fibre riciclate o da pasta di legno ed è tra le carte più impiegate ad uso professionale per le stampe di alta qualità, digitali o offset. La patinatura esterna conferisce al supporto ottime caratteristiche di luminosità e resa dei colori. Puoi trovarla in grammature da 90 g fino a 350 g.

Patinata lucida. Dalle caratteristiche molto simili alla precedente per metodi di produzione, grammatura e formati, si distingue da quella opaca per la tipologia di patina applicata sulla superficie: più trasparente e sottile e pertanto meno coprente.

Per evitare l’antiestetico effetto di una stampa visibile anche sul retro del foglio è opportuno scegliere una grammatura maggiore. Questa tipologia di carta per graphic design è ideale per i file fotografici, ma anche per la stampa di brochure, volantini e dépliant. Le immagini ed i colori risultano più brillanti e vividi, i contorni sono più definiti, mentre i dettagli sono più accentuati. In genere, per riviste e volantini ti servirà una grammatura compresa tra i 100 ed i 150 g.

Invece per copertine di periodici, pieghevoli ed opuscoli affidati alla resistenza di una carta patinata lucida compresa tra i 170 ed i 300 g.

Patinata satinata. Questa tipologia di carta presenta un lato ruvido ed un altro liscio.

Goffrata. Questo particolare supporto ha impresso un disegno decorativo in rilievo. Lavorerai, quindi, con una tipologia di carta personalizzata ma al tempo stesso molto resistente.

Cartoncino gelatinato. È eccezionalmente vellutato al tatto, liscio e soprattutto di facile leggibilità. Utilizza questo tipo di carta se vuoi dare un effetto più naturale al tuo progetto grafico.

Carte riciclate. Questi supporti ti regalano svariati vantaggi sia da un punto di vista economico che ecologico, nel pieno rispetto dell’ambiente. Dall’eccellente opacità, le carte riciclate sono ottime per la stampa di file green a carattere editoriale e commerciale, brochure ed opuscoli.

Carte speciali. Questi supporti includono diverse categorie di cartoncini e carte, disponibili in diverse grammature, tonalità e colori. Puoi sceglierle per realizzare i tuoi progetti grafici ricercati, moderni e di design. Fanno parte di questo gruppo le carte perlescenti, metallizzate, gommate, adesive ed autocopianti.

Conclusioni

Conoscendo la grammatura, lo spessore, la resistenza e le proprietà dei vari tipi di carta, potrai ottenere degli ottimi risultati in linea con le tue esigenze e le tue aspettative. Ad ogni modo, ti consigliamo di procurare un campionario specifico, in modo da sfogliare e scegliere di volta in volta il supporto più adatto al tuo progetto grafico. Pratico e maneggevole, può rivelarsi un valido aiuto per le tue prime stampe. Potrai familiarizzare, in questo modo, con le varie tipologie di carta per non sbagliare.

Chiaramente, ti abbiamo fornito solamente una panoramica generale e le basi per una scelta consapevole dei vari supporti. L’universo che ruota attorno alla giusta carta per un progetto grafico è molto esteso.

Se sei ancora alle prime armi, puoi imparare a padroneggiare i vari supporti frequentando un corso di formazione di Grafica professionale, con frequenza in loco oppure online.

Stampa, Stampa Offset

Cos’è la Stampa Offset

30 Agosto 2019

Cos’è la Stampa Offset

La stampa offset è un metodo innovativo che ti permette ti dare forma ad una lunga serie di prodotti di alto livello. Scopri insieme a noi le caratteristiche di questo particolare metodo, capace di funzionare tramite una sequenza di movimenti ben precisi.

Che cos’è la stampa offset?

In linea di massima, la stampa offset corrisponde ad un processo di tipo indiretto che agisce mediante il movimento di una sequenza di rulli. In pratica, ciò che deve essere stampato non viene proiettato direttamente dalla cartuccia al foglio, ma passa attraverso questa sorta di mediazione tecnica. Inoltre, un supporto fatto in caucciù utilizza l’immagine che viene impregnata di inchiostro a bordo di una semplice matrice metallica.

L’intero processo viene azionato con lo stesso principio attuato per quanto riguarda la litografia, con la capacità di sfruttare la repulsione di alcuni tipi di inchiostri nei confronti dell’acqua. Una delle prerogative principali di questa modalità di stampa riguarda la sua capacità di mantenere un’ottima resa su diversi tipi di fogli, soprattutto quelli maggiormente ruvidi.

Quali sono le caratteristiche principali della stampa offset?

La stampa offset si contraddistingue perché ti garantisce vari elementi interessanti che la rendono pienamente funzionante e versatile. Ecco alcune delle caratteristiche principali che contraddistinguono questa modalità e fanno in modo che possano darti una grossa mano per numerosi processi.

  • Prima di tutto, va sottolineata la sua elevata resa cromatica, che ti permette di creare opere sorprendenti anche in condizioni complicate; un successo dovuto ad un alto grado di definizione.
  • I prodotti stampati hanno un costo notevolmente inferiore rispetto al solito; tutto ciò perché hai la chance di stampare tantissime copie con le stesse lastre senza che queste ultime subiscano alcuna usura.
  • Puoi così ottenere un risultato perfetto senza troppi sforzi, grazie ad un’azione continuata che non presenta alcuna interruzione.

Quali pezzi compongono una macchina da stampa offset?

Una macchina da stampa offset che riesca ad assolvere i propri compiti al meglio è costituita da una serie di componenti ben precisi. Scopri insieme a noi quali sono nelle righe seguenti.

  • Il mettifoglio o sbobinatore è un apparecchio automatico che ti permette di smistare i fogli dalla tavola di immissione fino al gruppo di stampa, con un ruolo fondamentale per l’opera finale.
  • Il calamaio corrisponde al classico inchiostro ed è ovviamente essenziale per eseguire ogni stampa.
  • I rulli trasportatori ti servono per collegare il calamaio alla lastra e favoriscono il trasporto del relativo inchiostro, con la conseguente macinazione.
  • Il cilindro porta lastra contiene quel supporto efficace che convoglia l’inchiostro verso la proiezione su carta.
  • I grafismi e i contrografismi corrispondono rispettivamente alla porzione da stampare e a quella da non stampare all’interno della forma finale di stampa.
  • I rulli bagnatori ti servono per fare in modo che la lastra diventi bagnata.
  • Il cilindro porta-caucciù ti permette di avere a tua disposizione una forma di stampa mai usurata.
  • Il cilindro di compressione ti mostra la pressione da esercitare a seconda della carta e del suo naturale spessore.
  • L’uscita favorisce il raccoglimento conclusivo dei fogli e il loro spostamento a bordo di un’apposita pedana.

Quali sono le tipologie principali di macchine da stampa offset?

Come puoi facilmente vedere, il procedimento che si nasconde dietro l’azione di una macchina da stampa offset è davvero molto elaborato, con diversi passaggi che dovresti tenere attentamente d’occhio. Tuttavia, sappi che questo dispositivo può essere disponibile in diverse tipologie, tutte però con un unico obiettivo, ossia quello di mantenere la qualità di stampa sempre molto elevata. Innanzitutto, tali macchine sono suddivise in due famiglie principali:

  • le macchine a foglio, che si contraddistinguono per una vantaggiosa flessibilità di gestione e per una stampa di assoluto rilievo, anche se la loro manutenzione ha un costo elevato;
  • le macchine a bobina, che garantiscono un’ottima produttività e costi di gestione più bassi, ma con una perdita sensibile dal punto di vista della qualità complessiva.

Oltre a queste due tipologie, ne puoi utilizzare altre due meno diffuse, ma comunque con i loro punti di forza ben messi in vista:

  • la macchina da stampa waterless è generalmente alimentata a foglio o a bobina e non necessita di alcuna bagnatura della forma;
  • la macchina dylitho ti serve per la stampa di periodici e quella commerciale e funziona mediante un principio diretto, senza la presenza di alcun rullo a fare da intermediario.

Come si svolge la stampa offset?

A questo punto, non ti resta altro da fare che scoprire come effettuare la stampa offset, effettuando una serie di interventi ben precisi. Eccoli di seguito:

  • prima di tutto, la macchina fa in modo che l’inchiostro penetri all’interno del calamaio;
  • dopodiché, il suo percorso prosegue nei rulli macinatori;
  • la lastra tocca i rulli bagnatori, che convogliano l’acqua nella lastra e la fanno bagnare in modo che i grafismi possano risultare perfettamente visibili;
  • il movimento della lastra continua con il suo arrivo presso i rulli inchiostratori;
  • le immagini vengono condotte sul cilindro in caucciù;
  • il rullo in caucciù inizia a ricevere l’inchiostro necessario, riuscendo ad isolare l’acqua;
  • l’acqua proietta la stampa direttamente sul foglio finale.

Tutte queste azioni avvengono tramite un procedimento automatico, che puoi azionare schiacciando un comodo e semplice pulsante. In questo modo, hai a tua disposizione tutti gli elementi utili al fine di realizzare una stampa offset di primissima categoria, con composizioni di alto livello in ogni condizione possibile.

Perché scegliere questo procedimento di stampa?

La risposta è da individuare soprattutto sulle quantità di copie da stampare. L’offset è molto competitiva sulle alte tirature, rispetto ad altre tecniche di stampa, perché riesce in poco tempo a riprodurre molti soggetti.

Altro aspetto fondamentale è la possibilità di ottimizzare al meglio il formato di stampa del documento e scegliere anche su diversi tipi di carta e/o grammature.

In pratica se devo stampare pochi pezzi è meglio ricorrere alla stampa digitale. Se invece i pezzi da riprodurre sono molti e la qualità che si vuole ottenere di un certo livello… senza dubbi la stampa offest è l’ideale!

In Stampa Dal Web abbiamo due macchine dedicate alla stampa offset, Komori e KBA, in grado di rispondere a tutte le esigenze dei nostri clienti: scopri le nostre tecnologie di stampa offset!

Stampa, Tecnologie

Gli inchiostri BIO nella stampa

26 Luglio 2019
Inchiostri BIO - Blu Calamaio

Gli inchiostri BIO nella stampa

Sempre che spesso il mercato della stampa professionale ricerca soluzioni che siano meno incisive sull’ambiente e la cui gestione gravi meno sul budget. Uno degli elementi che grava maggiormente sul bilancio ecologico di questo settore sono gli inchiostri, perché soprattutto quelli con colori più brillanti e particolari vengono solitamente realizzati con sostanze che sono altamente nocive per l’ambiente e anche molto sospette per la salute umana.

Spesso nella formulazione degli inchiostri troviamo metalli pesanti, idrocarburi ed altre molecole organiche a rischio, difficili da smaltire sia come residui che come contaminanti su carta. Il problema si sviluppa su due fronti:

  • il primo è quello della produzione della stampa;
  • il secondo è lo smaltimento la carta, in particolare se patinata e trattata con vernici tradizionali, perché queste contengono sostanze tossiche.

La materia diventa difficile da riciclare e da gestire perché molto spesso i pigmenti non si decompongono, se non con processi che rendono impossibile il riutilizzo della polpa di carta o ne degradano enormemente le caratteristiche.

Gli inchiostri per stampa

Gli inchiostri di solito sono una sospensione oleosa di pigmenti in un medium relativamente volatile, il che rende già piuttosto complessa la produzione di materie prime non pericolose, perché spessissimo la velocità di evaporazione ed essiccazione si accompagna al rischio di incendio. Moltissimi degli inchiostri più diffusi hanno abbastanza acqua al loro interno da scongiurare tali problemi, ma l’impiego di idrocarburi e di altre molecole organiche non esclude del tutto il rischio.

Nella stragrande maggioranza dei casi i prodotti per stampa industriale contengono molecole di sintesi oppure metalli, sia come catalizzatore di reazione, sotto forma di residui, che come parte della molecola di pigmento. Per fortuna non tutti i metalli utilizzati in tipografia per la produzione dei colori sono tossici e soprattutto nel caso del nero, che comunque costituisce una buona percentuale dello stampato, sono relativamente poco presenti.

Ci sono moltissime soluzioni avanzate per inchiostri per tipografia che siano di origine biologica o comunque compatibili. Ad esempio è stata fatta molta ricerca e sviluppo per creare il nero da stampa a partire dalla soia e dal mais, e questi prodotti iniziano a fare parte dei cataloghi e ad essere apprezzati dai tipografi per la qualità e densità del nero.

Molti degli inchiostri prodotti con derivati di queste pianta raggiungono ormai un livello di qualità eccellente e si prestano ottimamente per le applicazioni industriali. Questo significa che la loro densità e la velocità di essiccazione li rende compatibili con gli ugelli delle macchine da stampa seriale, dopo che sono stati eliminati i problemi di viscosità che i primi prodotti potevano in alcuni casi aver manifestato.

Esistono anche versioni con un costo decisamente invitante, bisogna infatti considerare l’economia di scala, adatti per applicazioni domestiche sulle comuni stampanti laser e a getto di inchiostro.

I medium

La soia però non è l’unico fronte su cui si è lavorato, perché anche il medium, cioè la parte destinata a evaporare e a fissare il pigmento sulla carta senza alterarne la qualità al tatto, ha subito una evoluzione particolare.

Molto diffuso infatti adesso è l’uso di lattato di etile, una molecola atossica che non lascia traccia in seguito alla stampa e che soprattutto permette uno smaltimento sicuro. Si tratta di un composto organico di origine biologica relativamente poco stabile, ma con un tempo di degradazione molto più lungo di quello previsto per un comune stoccaggio in magazzino di un contenitore di inchiostro per stampa professionale.

Il motivo per il quale questa molecola ha avuto successo è da ricercarsi nella sua qualità come medium per pigmenti e per il fatto che non è necessario un trattamento particolare per scindere questa molecola. La degradazione avviene con un processo biologico molto simile a quello impiegato per il compostaggio dei comuni rifiuti organici, anche se ovviamente deve essere fatto in ambiente controllato. Il residuo successivo alla scissione della molecola complessa è atossico e non richiede trattamenti di sicurezza particolari.

Il risultato della stampa è ottimo del tutto simile a quello che si o terrebbe con altri medium tradizionali, quindi anche per un investitore la compensazione dei costi è più che ragionevole, se si considera come parte integrante lo smaltimento dei residui.

I pigmenti bio

Già in passato moltissimi pigmenti venivano ottenuti con lavorazioni di prodotti di origine naturale, biologici o inorganici a seconda del colore. Infatti questi erano gli unici disponibili sul mercato e di conseguenza quelli più studiati. Infatti a tutt’ora molti colori usati in stampa, specie quella artistica, per questioni tradizionali, vengono comunemente estratti da piante e più di rado da prodotti di origine animale anche se per motivazioni etiche si tende ad evitare la via dello sfruttamento.

Ovviamente un inchiostro prodotto a partire da estratti naturali con criteri moderni, che ne alterano il pH a l’aggressività nei confronti della carta, non presenta particolari problemi di tossicità ed anche se i residui possono essere abbastanza complessi da gestire è comunque più semplice stoccarli e destinarli al trattamento in impianti specializzati.

Per essere compatibili con l’ambiente gli inchiostri utilizzano solo una quantità limitata di prodotti di origine minerale e metalli, che sono stati scelti in base alla combinazione dell’effetto cromatico vivido che hanno le molecole complesse che li contengono e della loro atossicità.

Gli inchiostri bio non devono contenere tracce di metalli pesanti come il piombo, il cadmio e il cromo, che sono estremamente tossici e incompatibili con le moderne politiche ambientali.

Ci sono molte spinte da parte dell’Europa per ridurre al minimo l’impiego di questi materiali, prima della loro messa al bando definitiva, perché purtroppo si è evidenziato nel tempo come sia del tutto illusoria la possibilità di introdurre cicli virtuosi di recupero per i loro composti, perlopiù per questioni legate alla scarsa convenienza economica e al rientro ridotto dell’investimento.

Si tratta infatti di metalli la cui vita industriale viene progressivamente ridotta dalle politiche comunitarie in materia ambientale, fortunatamente sempre più restrittive. Questo naturalmente ha portato i principali produttori di stampanti e dispositivi per tipografia avanzata ad iniziare un percorso di progressiva conversione delle macchine, introducendo versioni multi standard e creando così un meccanismo virtuoso di abbandono delle vecchie in favore di quelle compatibili.

La convergenza con chi invece produce inchiostri che siano perfettamente identici, se non migliori di quelli classici, inoltre ha velocizzato il processo, spingendo sempre più grafici e tipografi ad optare per le nuove vie, mossi anche dalla possibilità di accedere ad agevolazioni relative alle basse emissioni di residui nel corso delle lavorazioni.

In Stampa Dal Web siamo da sempre attenti all’ambiente e siamo al passo con i tempi: scopri le nostre tecnologie di stampa e come stampiamo i nostri fogli macchina per altre tipografie.

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Nasce il blog Blu Calamaio

19 Giugno 2019

Blu Calamaio è un blog pensato per condividere idee, esperienze, novità inerenti il mondo della grafica, pubblicità, fotografia, illustrazione, stampa e molto altro…

Blu Calamaio è un progetto di Stampa Dal Web, sito di stampe online che unisce oltre 30 anni di esperienza nella stampa e legatoria, capace di ritagliarsi il proprio spazio tra gli stampatori online italiani.

Di cosa parleremo

Tanti saranno gli argomenti proposti e trattati sia in modo approfondito e tecnico sia più semplice, per rispondere a diverse esigenze da parte di professionisti e neofiti.

Il blog Blu Calamaio non è solo pensato PER i professionisti ma è fatto DA professionisti. Una parte degli articoli saranno infatti scritti da professionisti che, in prima persona, porteranno la loro esperienza e condivideranno i propri lavori, pensieri, considerazioni.

Gli argomenti da trattare sono potenzialmente infiniti e, per cercare di darci delle priorità e un ordine, abbiamo creato delle prime categorie dentro le quali raggruppare mondi tra loro affini.

Di certo con il tempo questi temi cresceranno e cercheremo di dare sempre il giusto risalto e visibilità a tutto.

Partiamo quindi parlando di Stampa, di Illustrazione, di Fotografia, di Pubblicità, di Colore. Una sezione sarà dedicata al Come Fare mentre un’altra verrà arricchita da alcune Scuole di Grafica italiane, per dare una vetrina e uno spazio a chi forma i giovani professionisti di domani!

Perchè “Blu Calamaio”?

Blu perchè il blu è uno dei tre colori primari, è il colore del cielo quando è sereno ed è il colore che trasmette sicurezza e fiducia.

Calamaio per due motivi: primo, perché nella stampa offset l’inchiostro inizia il suo percorso proprio passando nel calamaio, primo di una serie complessa di passaggi che portano alla stampa; secondo, perchè il calamaio contiene l’inchiostro (per mezzo di una penna o del calamo – un pezzo di canna o giunco con un’estremità appuntita), che è il segno, il tratto alla base di tutto…

Se t’interessa diventare un autore di Blu Calamaio sarà un piacere poter ricevere spunti e suggerimenti. Scrivici  per proporre il tuo contributo!