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Brossura Fresata e a Filo Refe: cosa sapere sulle differenze e utilizzi

3 Giugno 2020
Brossura Fresata e a Filo Refe Blu Calamaio

Attraverso questo articolo cercheremo di analizzare nel dettaglio le caratteristiche di due principali tipologie di brossura: la brossura fresata e quella a filo refe.

Ci sono diversi metodi per rilegare i testi. Molto dipende dalla tipologia di testo che si ha a disposizione: questo incide sulla metodologia di rilegatura da effettuare.

La brossura nasce nel diciassettesimo secolo, ma solo due secoli dopo inizia a diffondersi nei Paesi europei e in tutto il mondo. Quindi è ormai da molto tempo che risulta essere una delle tecniche più utilizzate di rilegatura, che si adatta a testi di un certo spessore garantendo degli ottimi risultati.

La brossura fresata

Partendo dalla prima tipologia, possiamo dire che si adatta bene a testi con uno spessore superiore ai 2 o 3 millimetri. In particolare attraverso la brossura fresata il libro viene rilegato unendo la copertina con il resto del testo, ossia l’insieme dei fogli che lo costituiscono. Ovviamente questa tipologia di rilegatura, così come le altre, non permette solo di unire la copertina con le pagine, ma rende più facile la lettura a chi utilizza questo prodotto, in quanto gli viene data una forma e una compattezza che accrescono la fruibilità.

Essa è conosciuta anche con il nome di brossura a colla, utilizzata come già accennato, per rilegare testi ma anche riviste e cataloghi che abbiano un numero almeno 32 facciate e meno di 150 pagine.
Ora vediamo nel dettaglio come vengono unite tra di loro le pagine.
Viene utilizzata una particolare colla, che può essere sia poliuretanica che elastica. Successivamente, per la giusta applicazione della colla, è necessario utilizzare una fresa per tagliare le segnature sul dorso e cospargerle di colla in modo da unirle alla copertina. Ci sono due tipi di lavorazioni che si possono effettuare utilizzando la fresa, la grecatura (anche detta solcatura) e la fresatura (anche chiamata rifilatura).

La grecatura prevede la solcatura e rifilatura dei fogli. Sia che si parli di brossura grecata, che di brossura fresata, o a colla, si intende sempre la stessa cosa. In ogni caso l’obiettivo è quello di fare in modo che il dorso dei fogli sia irregolare così che sarà più semplice riuscire a far penetrare la colla nel punto prefissato, garantendo una maggiore resistenza e durevolezza.

Si tratta cioè di rilegature che permettono un elevata efficacia per quanto riguarda pubblicazioni con meno di 150 pagine. La brossura fresata non richiede una spesa elevata e garantisce brevi tempistiche.
Tuttavia, come già accennato, si tratta di una metodologia che si adatta non solo ai libri ma anche alla stampa di brochure (soprattutto quelle con un contenuto molto ricco), testi scolastici, cataloghi e riviste di ogni genere.
Anche se avete intenzione di laurearvi e dovete rilegare la vostra tesi e avete a disposizione poco tempo, potrete decidere di optare per la brossura fresata che risulta veloce ed economica.

La brossura a filo refe

Altra tipologia di rilegatura è la brossura a filo refe, che non si differenzia molto da quella fresata, infatti entrambe prevedono una serie di fasi identiche come la stampa delle pagine, la piega e l’intercalazione delle segnature.
Nella brossura a filo refe però si utilizza una tecnica che prevede di cucire le segnature per unirle e averle un blocco unico. La cucitura può essere fatta utilizzando varie tipologie di fili che possono essere in lino, cotone o anche sintetiche. Tutte infatti hanno lo scopo di mettere insieme e unire tra loro le pagine.

Una differenza molto importante rispetto alla brossura fresata è che questo tipo di rilegatura si adatta meglio a pubblicazioni che abbiano più di 150 pagine e che rientrino nel range dei 150 grammi circa.
Con la brossura a filo refe non riscontrerete problemi legati all’apertura delle pagine e potrete essere certi della durevolezza del prodotto. Altro aspetto da tenere in considerazione è che il prezzo di questa tipologia di rilegatura è un po’ più elevato.

I costi lievitano ulteriormente se la scelta dei fili per la rilegatura ricade sulla seta, e non sui classici cotone e lino. Ovviamente così come l’utilizzatore si troverà a pagare un prezzo più elevato, allo stesso tempo riscontrerà anche un incremento notevole della qualità. Quindi se si ha intenzione di avere un prodotto di alto livello, che sia resistente al tempo e che non si rovini con l’eccessivo utilizzo, questa può essere sicuramente la scelta giusta.
Il fatto che la rilegatura venga realizzata in maniera artigianale è sicuramente un fattore rilevante, che dà sicurezza e attenzione verso il prodotto.

Se si ha a che fare con utilizzatori o persone che preferiscono una tecnica professionale e molto accurata che garantisca eccellenza anche in testi più voluminosi, è certamente la tecnica più adatta alle loro esigenze.

Quindi ricapitolando se volete un testo particolarmente pregiato, un portfolio da designer o grafico professionista, dei cataloghi aziendali molto corposi, sketchbook da illustratore o infine una graphic novel, la brossura cucita a filo refe è perfetta per questo.
Bisogna però sottolineare come tutti questi vantaggi portino ovviamente a tempi più lunghi di realizzazione, non si adatta quindi alle esigenze di chi ha bisogno di un prodotto rilegato in poco tempo.

Entrambe le tecniche, rilegatura a brossura fresata e a filo refe, si concludono con la scelta della copertina da aggiungere al testo. Questa può avere un peso che varia dai 250 ai 350 grammi (quindi un peso importante) e può essere plastificata in modo da avere una durata maggiore.

Attraverso questo articolo abbiamo avuto modo di confrontare due diverse tecniche di rilegatura, cercando di sottolineare le caratteristiche principali che possono portare un consumatore a scegliere l’una rispetto all’altra. Possiamo concludere dicendo che se disponete di un budget più ridotto e il testo che intendete rilegare non è molto corposo (con meno di 150 pagine) allora potrete optare per la brossura fresata. Se invece il vostro budget è più elevato e volete un prodotto molto professionale, di elevata qualità che si adatta a testi voluminosi, allora la scelta più sensata è la brossura a filo refe.

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Come fare

Come scegliere l’adesivo giusto

8 Maggio 2020
Come scegliere l'adesivo giusto Blu Calamaio

Come scegliere l’adesivo giusto: polimerico/monomerico, prespaziati, calpestabili, elettrostatici, ecc.

Scegliere l’adesivo giusto non è semplice, come molti potrebbero pensare, in quanto il commercio mette a disposizione infinite pellicole per tutte le applicazioni.
Ci sono adesivi adatti a decorare vetri, pareti e mobili e, dunque, in base alla destinazione d’uso, i materiali si differenziano al fine di essere applicati, in maniera efficiente. Esistono adesivi prespaziati, elettrostatici, calpestabili, ma sappiamo quando e come utilizzarli?

Vediamo, insieme, come scegliere l’adesivo giusto.

Gli adesivi, per la maggior parte dei casi, sono eseguiti attraverso l’impiego di un materiale plastico che prende il nome di PVC. Questa sigla sta per polivinilclorulo ed è un materiale molto versatile, il quale si adatta bene a qualsiasi altro prodotto, sia questo inorganico oppure no.
Gli adesivi in Pvc, infatti, sono caratterizzati da una grande resistenza, in quanto possono essere esposti a fenomeni atmosferici, anche piuttosto importanti. Per migliorare maggiormente, la loro durata, c’è anche chi consiglia di applicarvi un ulteriore pellicola plastica.

La prima grande differenza, per quanto riguarda le tipologie di adesivi, è da ricercare nell’adesivo a base bianca contro la pellicola a base trasparente. Il primo è quello più diffuso e viene utilizzato ed impiegato sia su adesivi monomerici che polimerici. Vediamo di capire la differenza.

– Adesivo a base bianca: polimerico o monomerico?

L’adesivo a base bianca è, al suo interno, suddivisibile in due rami: monomerico e polimerico.

La pellicola monomerica è quella più economica e che, allo stesso tempo, offre la possibilità di avere un ottimo riscontro in termini di qualità e prezzo. Viene impiegato per lavori di breve durata, i quali possono raggiungere massimo i 24 mesi, ed è adatto a superfici piani. Questo ha una caratteristica, però, da tenere in considerazione e sotto controllo, nel momento in cui la scelta ricada sull’adesivo monomerico. Questo, dopo qualche giorno, inizia a rimpicciolirsi di circa un millimetro a lato.

L’adesivo polimerico, invece, rappresenta una qualità superiore. Il materiale è più elastico rispetto al monomerico, in quanto è realizzato con una percentuale maggiore di Pvc. Ragion per cui può essere utilizzato non solo su superfici piane, ma anche su aree che presentano piccoli spessori. La durata è assicurata anche per periodi più lunghi.

Entrambi gli adesivi possono essere richiesti lucidi ed opachi.

– Adesivo a base trasparente

L’adesivo a base trasparente risulta essere adatto per le applicazioni su vetri, in quanto presenta il vantaggio di essere specchiato. Questa caratteristica offre ancora un’altra possibilità: quella di applicare la pellicola ad una vetrina e, nello stesso tempo, far in modo che la stampa sia visibile su entrambi i lati. C’è, però, anche un fattore limitante reso evidente dalla coprenza. Esso conferisce una bassa coprenza alla stampa, come conseguenza logica della trasparenza dell’adesivo. Per sopperire a questo limite, è necessario utilizzare del bianco, cioè impiegare per la stampa un colore abbastanza evidente per mettere in risalto per zone interessate.

Adesivi prespaziati

Questa è una tipologia abbastanza particolare, la quale caratteristica principale consiste nel non essere stampabile, ma l’adesivo prespaziato può essere solo sagomato. Cosa significa? Questo vale a dire che, presa una pellicola adesiva di un qualsiasi colore, la si taglia. Altri fattori vantaggiosi sono la coprenza, la resistenza e uno ancora più importante. Mentre per gli adesivi a base trasparente, in corrispondenza della zona non stampata, rimane la pellicola, per le pellicole prespaziate la situazione è differente. Una volta adagiata su di una vetrina, per esempio, resta solo la pellicola adesiva intagliata che abbiamo scelto, con la scritta che desideriamo. L’uso primario di questi adesivi è la realizzazione di scritte ed elementi vari. Per intenderci, sono le pellicole che molte volte, durante il periodo di Natale, vediamo decorare le vetrine dei negozi. Le classiche scritte Merry Christmas o Buon Natale ricche di ghirigori, tutt’intorno, sono realizzate in questo modo.

Questa categoria, ha una tipologia particolare che consiste in un prespaziato sabbiato. Questo adesivo permette di far passare la luce, ma non di vedere cosa c’è all’interno di quella vetrina. L’adesivo prespaziato sabbiamo viene impiegato, per la maggior parte dei casi, nei luoghi di lavoro, sulle finestre di uffici importanti per dare anche un tocco di eleganza alla superficie e all’ambiente tutto.

Adesivi calpestabili

Molto spesso, vediamo sotto i nostri piedi, pubblicità di negozi, parrucchieri e supermercati. Queste stampe sono realizzate in Pvc su base bianca, per la maggior parte dei casi, e sono calpestabili. Com’è possibile? Questi adesivi, definiti, per l’appunto, calpestabili, sono molto resistenti perché ricoperti da un filtro che ha l’obiettivo di salvaguardare la stampa dai vari calpestamenti. Essi trovano applicazioni sia in ambienti interni che in location esterne, da centri commerciali a manifestazioni all’aperto.

– Adesivi elettrostatici

In commercio, esistono i cosiddetti adesivi elettrostatici. Essi non sono altro che adesivi che non hanno bisogno della colla. Dunque, come si applica? In realtà è molto semplice e il vantaggio fondamentale è che non lascia aloni, una volta che si decide di rimuovere tale adesivo, proprio perché non viene applicata tramite della colla. Questi adesivi vengono collocati, sulla superficie scelta, solamente grazie all’elettrostaticità. Di solito la pellicola è a base bianca ed è molto versatile, in quanto può essere usata per qualsiasi superficie. Il suo limite è la durata. Un adesivo elettrostatico è adatto per periodi corti. Ad esempio, quando vediamo sulle vetrine dei negozi degli adesivi, solo in occasioni di sconti promozionali o svendite occasionali, sicuramente essi sono elettrostatici.

– Adesivi retro illuminabili

Si definiscono adesivi retro illuminabili quelli a base bianca che hanno il vantaggio di far attraversare la luce, offrendo la possibilità di avere un effetto retro illuminante. Essi trovano la loro applicazioni su pannelli plexiglas.

 

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Come fare

Come Lavorare in Sicurezza ai tempi del Coronavirus: Parafiato in Plexiglass

9 Aprile 2020
Parafiato in Plexiglass | Blu Calamaio

Una barriera per essere uniti: il parafiato in plexiglass

In questi ultimi mesi abbiamo imparato l’importanza nell’osservare le regole in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. #iorestoacasa si è rivelata ad oggi l’unica soluzione per arrestare la diffusione del coronavirus.

Una situazione improvvisa che sta mettendo a dura prova tutto il sistema operativo ed economico a livello Nazionale e Mondiale.

Molte sono le attività che hanno dovuto chiudere ma altre, come supermercati, farmacie e negozi di generi di prima necessità, si trovano a dover gestire il lavoro con la coscienza di essere esposti a possibili contagi ogni giorno.

A lavoratori e clienti deve essere garantita una protezione. Per assicurare che tutte le attività vengano svolte osservando misure di sicurezza idonee, si vedono sempre più sistemi di protezione negli esercizi commerciali.

Vari negozi e aziende hanno adottato delle barriere parafiato in plexiglass per garantire una maggiore protezione ed igiene: sono accortezze che dovranno essere adottate da un numero sempre maggiore di realtà per fronteggiare l’epidemia.

Stampa Dal Web ritiene che gli strumenti di protezione saranno di primaria necessità anche quando i contagi si vedranno dimezzati e poi azzerati. Questo parasputi/parafiato in plexiglass consente di bloccare emissioni accidentali di goccioline derivate da uno starnuto o un colpo di tosse.

Le barriere in plexiglass sono schermi protettivi da 5 mm idonei per tutte le attività commerciali che hanno contatto diretto con il pubblico.

Sono posizionabili in modo veloce su casse o banconi/desk di ristoranti, bar, supermercati, farmacie, banche, uffici pubblici e sono facili da igienizzare.

Uno dei modelli standard vede un pannello di plexiglass con piedini ad auto-incastro completi di foro alla base che consente lo scambio di denaro o di documentazione. I modelli proposti sono diversi e in diverse grandezze proprio per adattare il parafiato in plexiglass ad ogni esigenza lavorativa.

Grazie alla trasparenza del materiale, non vi è la sensazione di barriera tra le persone, mantenendo efficacie la comunicazione. Le attività commerciali che decideranno di adottare questi sistemi daranno più sicurezza ai loro dipendenti così come ai clienti stessi. Inoltre riteniamo sia un potenziale strumento di comunicazione agli occhi dei clienti.

Potrai infatti facilmente comunicare prodotti, servizi o semplicemente il tuo brand applicando un adesivo sul plexiglass. La personalizzazione ad esempio con loghi, frasi o immagini, renderebbe il tuo parafiato in plexiglass un veicolo per i tuoi messaggi.

Il team di Stampa Dal Web ha pensato di proporre il parafiato in plexiglass perchè stiamo conoscendo un nuovo modo di vivere e lavorare e seppur distanti l’uno dall’altro, si è uniti più che mai cercando insieme quelle soluzione per poter gestire la quotidianità perché #andràtuttobene !

Come fare

Come realizzare un Block Notes con Spirale

2 Aprile 2020
Block Notes a Spirale | Blu Calamaio

Un block notes con spirale può essere uno strumento ideale per fare promozione dei prodotti presso il cliente.

Con un block notes con spirale, infatti, il cliente ha sempre sotto mano un supporto per gli appunti e ogni volta che lo utilizzerà il suo ricordo correrà alla tua azienda, grazie al logo e agli altri elementi di comunicazione che hai aggiunto.
È importante, allora, strutturare bene la sua forma e altri elementi come la copertina, i fogli, etc. per sfruttare al massimo l’effetto pubblicità. Eccoti qualche consiglio su come realizzare un block notes con spirale efficace.

L’importanza di un block notes come strumento di comunicazione

Come già detto, il block notes è un importante elemento di comunicazione, un gadget basic ma di grande impatto che può essere regalato ai propri clienti in qualsiasi occasione, dal Natale all’evento aziendale, senza dimenticare di portarlo in dono durante ogni visita commerciale. Ovviamente per raggiungere i risultati migliori deve essere organizzato in modo tale che ogni particolare sia funzionale all’obiettivo di comunicazione e di promozione.

Come? Attraverso alcuni piccoli ma efficaci dettagli. Ad esempio nella copertina dovrà essere inserito il logo e, in una versione più piccola, lo stesso dovrà essere riportato su ogni pagina, per amplificare gli effetti comunicativi. La pagina finale, quella in cartone più spesso, può essere sfruttata per inserire tutti i recapiti dell’azienda, magari accompagnati da una piccola call to action per spingere i clienti a stabilire una prima connessione. Le tonalità da scegliere per copertine e fogli, infine, dovranno essere in linea con i colori della tua azienda.

La scelta degli elementi giusti

Quando devi progettare un block notes devi prestare molta attenzione ai dettagli. Si tratta, infatti, di un prodotto di cartoleria molto semplice ma che, se realizzato nel modo giusto, può offrire molte funzionalità diverse. Ad esempio la scelta del numero dei fogli, la tipologia di carta ma anche la presenza del cartoncino rigido a fine blocco, che aiuta a proteggere i figli e agevola la scrittura, sono tutti elementi che trasmettono a chi utilizza il block notes una sensazione di cura e di attenzione.
La scelta dei fogli con i buchi da inserire nella spirale, poi, consente di poter archiviare i fogli degli appunti, così da ritrovarli con facilità quando dovessero ritornare utili nel tempo. Devi prestare soprattutto attenzione ad alcuni elementi come il numero dei fogli, il tipo di carta, il formato, etc. Ecco più nel dettaglio tutti i particolari.

– Formato del block notes
Uno degli elementi più importanti quando si realizza un block notes con spirale è quello di scegliere il formato più giusto fra quelli a disposizione che sono sostanzialmente l’A4, l’A5 e l’A6. La scelta che farai deve essere guidata da un’attenta analisi della tua clientela tipo.
Se, ad esempio, lavori prevalentemente con architetti e ingegneri, allora meglio preferire un formato A4 perché così darai a tutti la possibilità non solo di prendere appunti ma anche di fare schizzi, schemi e ogni altro disegno possa servire per agevolare il proprio lavoro.
Se, invece, la tua clientela è composta prevalentemente da commercialisti, impiegati di azienda e giornalisti, sicuramente la tua scelta dovrà ricadere su formati più piccoli che possono essere più comodi e maneggevoli, da portare sempre con sè in qualsiasi occasione.
Un formato intermedio potrebbe essere una scelta passe-partout che accontenta tutti ma in realtà potrebbe rivelarsi anche un’arma a doppio taglio, quindi sempre meglio analizzare con attenzione le esigenze del tuo cliente.

– Numero di fogli
Anche quella del numero dei fogli è una decisione importante da prendere perché consente di comunicare ai propri clienti una certo messaggio. Ovviamente il primo elemento da prendere in considerazione è quello del budget che si ha a disposizione perché in base al numero dei fogli cambia il costo di ogni pezzo. Di solito si si scelgono formati da 10, 25 ma anche 50 fogli ma rivolgendoti alla tipografia giusta potrai anche avere formati personalizzati in base alle tue esigenze specifiche.
Più numerosi sono i fogli e più a lungo il block notes resterà sulla scrivania dei tuoi clienti per ricordare loro non solo la tua azienda ma anche i servizi che offri e tutto quello che vorrai evidenziare e comunicare attraverso le copertine del blocco per gli appunti.

– Tipo di carta
Il tipo di carta del block notes nonché il layout interno delle pagine sono due elementi molto importanti che ti permetteranno di conquistare la tua clientela. Di tipi di carta ne esistono davvero tantissimi, da quella semplice a quella patinata senza dimenticare lo spessore che può variare da tipologia a tipologia.
Una scelta sempre molto apprezzata è quella di ricorrere alla carta riciclata, un chiaro segnale di attenzione all’ambiente che comunichi in modo forte ai tuoi clienti. Una volta deciso il tipo di carta, è il momento del layout. Quelli più classici prevedono figli a righe, a quadretti oppure completamente bianchi.
Una soluzione alternativa, però, può essere quella dei foglietti a puntini, ottimi per chi è abituato a lavorare secondo liste di attività secondo la teoria del Bullet Journal. Infine è possibile ricorrere a layout più particolari con blocchi per le attività oppure riquadri dedicati agli appunti sulle telefonate, etc.

Come comporre la copertina del block notes

L’ultimo elemento al quale devi prestare attenzione è quello della copertina, forse quello più importante perché è quello che ha il maggior impatto visivo, sempre sotto l’occhio del cliente. In realtà non c’è limite alla creatività che può essere utilizzata per progettare la copertina del proprio blocco per gli appunti. Alcuni elementi non possono mancare come il nome dell’azienda, il logo e i recapiti dell’azienda ma si può arricchire il progetto con una frase spiritosa, un motto, una frase ad effetto, l’elenco dei principali servizi offerti, etc.
La scelta deve ovviamente essere guidata dal tipo di clientela al quale il gadget si rivolge ma anche alla mission e alla vision della tua impresa. In ogni caso è opportuno rivolgersi a professionisti della stampa per avere una qualità di grafica altissima e sempre accattivante.

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Carte

Le Carte Patinate e le Carte Uso mano nei Progetti Grafici

11 Marzo 2020
Carte Patinate e Carte Usomano | Blu Calamaio

Tra le tante tipologie di carte a cui è possibile rivolgere le proprie attenzioni vediamo due tipologie principali: le carte patinate e quelle uso mano

Quando si cerca di scegliere la carta giusta per il proprio progetto grafico sopraggiungono spesso numerosi problemi e difficoltà. Le tipologie di carte, in effetti, sono davvero tantissime e non si sa proprio che tipo di carta scegliere tra le molte presenti sul mercato.
In effetti, scegliere la giusta carta rappresenta sicuramente la chiave per realizzare un ottimo progetto grafico creando quindi un una perfetta locandina, una brochure o qualsiasi altra cosa.

Carte patinate nei progetti grafici? Ecco perché usarle

Chiariamo subito: ci sono due tipologie di carte patinate create appositamente per realizzare i progetti grafici, ovvero le patinate opache e quelle lucide.
La carta patinata opaca viene ottenuta da un gran ventaglio di fibre riciclate di alta qualità. Come puoi ben intuire, la qualità delle fibre da cui viene ottenuta questa tipologia di carta è direttamente responsabile anche della qualità della carta stessa.

In alternativa tale carta può essere ottenuta anche dalla pasta di legno e in genere è tra le carte maggiormente impiegate per un uso prettamente professionale. Tale carta patinata esternamente dà la possibilità di avvalersi di alcune ottimali caratteristiche relative alla resa dei colori oppure alla luminosità.
In genere si può trovare questo tipo di prodotto in varie grammature che spaziano da 90 grammi fino a 350 grammi. Si tratta di una delle carte più indicate in assoluto per tutto ciò che riguarda lo svolgimento dei vari progetti grafici proprio per via della resa dei colori fornita.

E per quanto riguarda la carta patinata lucida? In questo caso le caratteristiche sono molto simili alla carta patinata opaca, con una sola differenza che, come si può ben capire, riguarda la tipologia di patinatura. Quest’ultima è più trasparente oltre che sottile e quindi meno coprente. Dal canto suo questo conferisce alla carta una resa di colori leggermente minore, ma permette comunque di creare degli ottimi progetti grafici.

Entrambe le carte sono comunque quasi uguali per tutto ciò che riguarda i formati e la grammatura. Per questo spesso vengono usate in sostituzione l’una dell’altra oppure vengono addirittura combinate.
A tutto questo si aggiunge anche un’altra tipologia di carta patinata. Parliamo di patinata satinata, che include un lato liscio mentre l’altro è ruvido.

Considera che per realizzare i pieghevoli, le copertine di periodici e gli opuscoli potrai affidarti a un’aumentata resistenza di una carta patinata preferibilmente lucida dalla grammatura compresa tra i 170 g e i 300 g.

La carta usomano nei progetti grafici

Parlando delle varie carte non ci si può dimenticare di tutto ciò che concerne le carte usomano. Queste vengono spesso usate per tutto ciò che riguarda le stampe editoriali e vengono apprezzate soprattutto per via della loro porosità.

Prendendo una carta di questo genere tra i polpastrelli delle dita potrai facilmente percepire quei pori presenti sulla superficie della carta. Proprio grazie alla presenza di questi pori la carta usomano riesce ad assorbire bene anche tantissimo inchiostro ed è per questo che essa viene considerata come molto versatile, il che la rende anche perfetta per creare progetti legati ai libri, ai manuali d’istruzioni e così via.

Le carte con una grammatura maggiore sono ideali per i vari file fotografici, ma anche per tutto ciò che riguarda la possibile stampa di progetti grafici come i depliant e le brochure. Sappi che se scegliessi una carta con una grammatura maggiore i colori che riuscirai a ottenere saranno più vividi e brillanti, i contorni delle immagini che vi posizionerai saranno maggiormente definiti e potrai anche accentuare maggiormente tutti i dettagli.

Che tipo di carta scegliere?

Non esiste una risposta univoca a questa domanda considerando che tutto dipende dall’uso che se ne farà. Per scegliere della buona carta per realizzare dei progetti grafici bisogna conoscere i fattori come lo spessore, la grammatura, la resistenza e preferibilmente anche le varie proprietà di tutti i tipici di carta tra cui bisogna eseguire la scelta.

Scegliere la carta in modo oculato e preciso ti darà la possibilità di creare un progetto grafico che sia in linea con le tue aspettative e anche con le tue esigenze in merito. Per un approccio ancora più professionale potresti procurarti uno specifico campionario da sfogliare.

Il resto verrà sicuramente con l’esperienza e potrai capire più velocemente che tipo di carta scegliere per un progetto in particolare scendendo nei dettagli specifici. Questo ricordandoti che non sempre la carta che costa di più è quella di qualità più alta. Considera che nella maggioranza dei casi dovrai scegliere la carta in relazione al lavoro che farai: ne deriva che il costo è l’ultimo fattore a cui devi prestare attenzione.

Per il resto, ricordati comunque che lavorando in questo ambito, con le varie tipologie di carte alla mano, potrai capire tu stesso perché vale la pena affidarti alle carte patinate per alcuni progetti e a quelle usomano per gli altri.

Advertising, Pubblicità, Stampa

Il packaging come strumento di vendita e brand awarness

12 Febbraio 2020
Packaging e Brand Awarness | Blu Calamaio

La progettazione del packaging è un momento fondamentale per marketing e comunicazione.

Nella vendita di un prodotto tutto ha inizio a partire dalla scelta del packaging. Non si tratta di un elemento secondario, bensì di una parte importantissima che caratterizza un prodotto e lo distingue da altri.
Per certi versi potrebbe sembrare una cosa scontata e per altri, potrebbe apparire come qualcosa di poco influente.
In realtà non è affatto così.

La progettazione del packaging è un momento fondamentale, che si colloca alla base dei principi del marketing e della comunicazione.
Esso infatti funge da presentazione per ciò che è contenuto internamente, e come tale, per destare interesse e curiosità nel compratore deve possedere alcuni fondamentali requisiti.
Inoltre, tale passaggio oltre ad essere importante ai fini della vendita, serve anche ad incrementare la diffusione e la conoscenza del marchio. Il richiamo è a  quel fenomeno meglio conosciuto con un termine inglese, ovvero brand awarness, che in italiano viene letteralmente tradotto come consapevolezza del marchio.
Il raggiungimento di tali risultati gli permettono di distinguersi dalla concorrenza che commercializza gli stessi tipi di prodotti, inducendo i consumatori ad una scelta consapevole del prodotto che desideriamo vendere.

Quando nasce il concetto di packaging?

Il concetto di packaging risale a moltissimi anni fa.
Il primo prodotto ad essere imballato fu un sapone, grazie ad un’iniziativa da parte di un americano, Benjamin Babbit.
Prima di allora, esso veniva venduto a peso, ma da quel momento in poi, venne confezionato e suddiviso in singoli panetti, ognuno con una sua confezione, e destinati alla vendita.
Da un semplice imballaggio, l’involucro subì varie modifiche, fino a trasformarsi in qualcosa di caratteristico e specifico per quel determinato prodotto, che non apparteneva a nessun altro.
Oltre ad avere la funzione di proteggere quello che si trova al suo interno, il packaging serve anche ad informare l’acquirente in merito alle sue caratteristiche, all’azienda che lo produce o al modo in cui è stato realizzato, e molto altro ancora.

Con il passare degli anni e con l’incremento delle tecnologie di stampa, dei materiali, con l’evoluzione della scrittura e dei linguaggi, il packaging ha visto incrementare notevolmente la sua importanza.
A partire dall’Ottocento, è stato dato sempre più spazio al significato della tecnica del confezionamento, accompagnata dalla scelta delle immagini e dei messaggi giusti che si vogliono intenzionalmente veicolare.
Fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui queste pratiche sono state perfezionate sempre di più, includendo anche nuove metodologie e nuove strategie ad hoc.

Al giorno d’oggi, in un mondo in cui si pone sempre più attenzione al tema dell’inquinamento ecologico, molte aziende hanno deciso di organizzarsi e di aderire a diverse iniziative volte a modificare il loro sistema di packaging. Moltissimi stanno puntando sulla scelta di materiali che riducano quanto più possibile l’impatto ambientale.
A tal proposito si sono largamente diffusi gli imballaggi di carta e cartoncino riciclati, andando a sostituire quelli realizzati in plastica che risultano dannosi al pianeta.
Molti acquirenti sensibili a questo tema, ripongono la loro attenzione anche sulla scelta di questi piccoli dettagli, che però, fanno un’enorme differenza.

Come scegliere un packaging efficace?

Un packaging viene definito efficace quando riesce a catturare sin da subito l’attenzione del cliente, inducendolo ad acquistare quel prodotto senza esitazioni.
Per fare in modo che questo avvenga, è fondamentale che rispetti determinate caratteristiche.

Innanzitutto, esso deve servire per proteggere e preservare ciò che si trova internamente da eventuali danni, che potrebbero verificarsi durante il trasporto o in condizioni di conservazione non idonee, che potrebbero comprometterne la qualità, al momento in cui arrivano a destinazione.
Esso deve poi fungere da biglietto da visita del prodotto.
Deve fornire informazioni che riguardano, ad esempio, gli ingredienti utilizzati, le modalità di utilizzo e di riciclo, la data e il luogo di produzione e tutto ciò che potrebbe rivelarsi utile ai fini di una maggiore conoscenza dell’alimento o bevanda in questione.
Dopo aver adeguatamente rispettato questi primi due passaggi, è possibile proseguire, passando all’aspetto propagandistico.

Non dimentichiamo che il packaging è prima di tutto uno strumento essenziale di comunicazione. Come tale, deve mandare un messaggio chiaro e preciso che spinga la persona ad acquistare questo prodotto e non un altro.

Quindi, l’altro fondamentale passaggio si basa sull’originalità e sulla riconoscibilità di quel prodtto, che riguarda la scelta dei colori e delle immagini, della forma della confezione, la posizione delle scritte.
Tutti questi dettagli devono appartenere ad uno specifico brand e non devono essere simili a nessun altro presente in commercio.

Come incrementare la brand awareness?

Il principale obiettivo del marketing è l’aumento della brand awarness, che, come già accennato in precedenza fa riferimento al grado di conoscenza di un determinato marchio. Quindi, contribuisce ad un maggiore incremento delle vendite, perché spinge consapevolmente gli acquirenti ad indirizzarsi sulla scelta di un prodotto già testato, piuttosto che spingersi su qualcosa di incerto e non conosciuto.

Nel caso di grandi aziende, presenti da anni sul mercato, infatti, i consumatori sono in grado di riconoscere un brand anche solamente dal colore e dal logo, così come anche dalla forma della confezione.

Per questo motivo, è fondamentale incrementare la brand awarness. Questo può avvenire anche grazie alla diffusione di spot pubblicitari in televisione, sui social, nei cartelloni pubblicitari o tramite la diffusione di volantini.
In questo senso, assumono una notevole rilevanza anche gli sponsor, che sono presenti ad eventi sportivi, così come nell’era moderna, hanno un notevole impatto anche le influencer che lavorano sui social network, promuovendo la vendita di alcuni prodotti, arrivando in particolar modo ai giovani.

Concludendo, possiamo affermare che la scelta del packaging riveste un ruolo fondamentale all’interno delle strategie di marketing, che può davvero fare la differenza, se curato nel modo giusto per promuovere le vendite, catturando l’attenzione del consumatore.

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Come fare, Stampa

Personalizzare le Tovagliette di Carta per Ristorazione

31 Gennaio 2020
Tovagliette di Carta | Blu Calamaio

Le Tovagliette di Carta: la scelta dei supporti di stampa a disposizione

Cosa sono le tovaglia di carta personalizzabili e come utilizzarle

Nel campo della ristorazione l’attenzione ai minimi particolari può fare la differenza. Ogni accessorio utilizzato è anche uno strumento di comunicazione con i clienti.
Le tovagliette di carta rientrano tra questi: personalizzando le tovagliette, si è in grado di avere uno strumento di comunicazione, originale, innovativo e potente; inoltre, le tovagliette sono sempre sotto gli occhi dei clienti.
Personalizzare le tovagliette di carta per la ristorazione può permetterti di avere un’arma vincente in più per promuovere il tuo locale. Grazie a questo strumento potrai facilmente comunicare ai tuoi clienti i prodotti e i servizi che offri, o più semplicemente, pubblicizzare il tuo brand.

Le tovagliette di carta per la ristorazione si sposano perfettamente per qualsiasi tipo di locale: ristoranti, trattorie, pizzerie, bar, pub, b&b, hotel, mense, eventi gastronomici, yougurterie, gelaterie, enoteche, agriturismi e molti altri ancora.
Le tovagliette di carta personalizzabili si configurano quindi come un efficace strumento di marketing per la tua impresa: personalizzare una tovaglietta di carta non è una spesa eccessiva dal punto di vista economico, e questa scelta ti darà la possibilità di affermare e consolidare l’identità del tuo brand.

Possono anche essere utilizzate per sponsorizzare attività future all’interno del tuo locale, così da far conosce ai clienti le possibili offerte o eventi che si terranno; utilizzabili anche per fare pubblicità di singoli prodotti mirati, oppure come intrattenimento per i clienti, attraverso immagini divertenti, notizie culturali o piccoli passatempo e rompicapo. Le idee sono davvero molte, del resto puoi scegliere di applicare qualsiasi immagine sulla tovaglietta di carta, e personalizzarla in qualsiasi modo.

Quale carta scegliere per le tovagliette di carta?

Le tovagliette di carta personalizzabili si possono realizzare su diversi supporti di carta, ognuno di questi è in grado di regalare una caratteristica diversa al risultato finale. La scelta della carta per la realizzazione delle tovagliette per ristorazione è soggettiva: bisogna capire cosa si vuole comunicare e in quale modo, solo così si può sceglie il supporto di carta esatto per il progetto da realizzare.
Le stampe personalizzate vengono realizzate in larga parte su quattro tipi di supporti di carta:

  • usumano;
  • riciclabile;
  • carta paglia;
  • uso alimentare.

Questi supporti di carta si possono impiegare come sottopiatto per i commensali, riuscendo ad esercitare una duplice finalità.
Con questi strumenti, a prescindere dalla carta che sceglierai, riuscirai a garantire più eleganza e raffinatezza al tuo locale, dando quel tocco in più di originalità

La carta usumano per le tovagliette personalizzate

Le tovagliette di carta stampate su carta usomano sono una delle soluzioni migliori per i ristoratori, poiché una delle più economiche ma che regala un ottimo rapporto qualità/prezzo.
La carta usumano è il supporto più utilizzato per la stampa su carta; spesso si pensa che ciò dipenda solo dal motivo economico, ovvero i prezzi più modici di questo supporto, in realtà il risparmio non è l’unico motivo per cui viene scelta così tanto. La carta usumano, infatti ha il vantaggio di supportare bene i testi. Se si sceglie di inserire poche immagini all’interno della tovaglietta la carta usumano (anche detta normale), può essere quella ideale per la realizzazione del prodotto.
In generale la carta usumano si trova con grammature che vanno dagli 80gr ai 120gr (le più utilizzate).

La carta riciclabile: perché sceglierla

Le tovagliette realizzate con carta riciclabile sono prima di tutte rispettose verso l’ambiente. Il processo di riciclo della carta permette di abbattere i rischi di aumento della deforestazione e di ridurre il carico di lavoro delle discariche.
La carta riciclabile è un prodotto che sta sempre più migliorando negli anni in termini di qualità, comparandosi quasi perfettamente con la carta usomano “normale” su ogni aspetto.
Attraverso una tovaglietta personalizzata con carta riciclabile, riuscirai a comunicare al commensale, non solo ciò che stamperai e pubblicizzerà, ma anche che il tuo locale lavora per essere il più possibile eco-friendly, e tiene agli aspetti legati all’ambiente.

Carta paglia e carta ad uso alimentare per le tovagliette personalizzabili

Sono tante le tipologie di carta ad uso alimentare su cui su può stampare e personalizzare la propria tovaglietta per la ristorazione.
Questi tipi di supporti hanno molti vantaggi:

  • supportano meglio le temperature;
  • non si bagnano facilmente con i liquidi con oli;
  • la stampa su questi supporti è di qualità;
  • si sposano perfettamente per un uso alimentare.

Per realizzare la tua tovaglietta con carta paglia e carta ad uso alimentare, la spesa sarà leggermente più alta rispetto alla carta usumano e quella riciclabile, ma ne guadagnerai in qualità e resa del prodotto. Infatti, la carta paglia è una tipologia particolare di carta destinata all’uso alimentare: da un lato è rivestita da un sottile strato di polietilene, materiale ottimo per entrare in contatto con i cibi.

In conclusione, abbiamo visto come un oggetto banale come la tovaglietta di carta personalizzata assume un nuovo ruolo: non solo quello pratico ed igienico ma anche strumento di comunicazione e marketing verso il cliente.

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Grafica, Ispirazioni

I 10 migliori Graphic Designer da cui trarre ispirazione

5 Dicembre 2019
10 Migliori Graphic Designer

I 10 migliori Graphic Designer da cui trarre ispirazione

Chi sceglie di fare il graphic designer o chi ha già scelto da tempo, sa che il mondo dei progetti e dei disegni può portare in una dimensione molto ampia, talmente ampia da farti rientrare tra i migliori da cui trarre ispirazione.
Proprio così, se stai per intraprendere questa attività sappi che ci sono in giro per il mondo dei graphic designer che hanno fatto innamorare tutti e che vale la pena seguire. Ecco qui qualche curiosità e non di coloro che sono riusciti a guadagnarsi la top ten dei migliori, un orgoglio che con il giusto spirito e voglia, in futuro potresti farne parte anche tu.

Chip Kidd
La stravaganza di Chipp Kidd

La bellissima copertina di Jurassic Park è opera del più eclettico e stravagante graphic designer, Chipp Kidd. Le sue idee sono da sempre considerate fuori dagli schemi e tutto ciò che disegna prende forma e vita. Foto, oggetti, caratteri e tanto altro sono frutto del suo essere genio. Un designer che ha sempre fatto rumore stupendo il pubblico che ormai lo segue da tempo infatti, anche il suo sito ogni giorno riceve numerose visualizzazioni.

Alex Trochut
Alex Trochut e la passione per i colori

Oreo, Nike, Pepsi, FootLocker, sai chi ha curato la grafica di alcuni prodotti di queste grandi firme? No? Si chiama Alex Trochut, trentottenne spagnolo con la passione per i colori, quelli forti, psichedelici che colpiscono ma non fanno male anzi piacciono talmente tanto che lo stile di Alex spesso si trasforma da bidimensionale a tridimensionale in cui riesce a creare un miscuglio perfetto tra artigianalità, tecnologia e modernità. Una grafica innovativa che l’ha portato ad essere tra i migliori.

Taku Satoh
Il minimalismo di Taku Satoh

Anche il Giappone ha il suo graphic designer d’eccezione. Si tratta di Taku Satoh, un minimalista eccezionale che ama disegnare in spazi ridotti creando dei piccoli capolavori. L’obiettivo di Taku è quello di mostrare poco ma che faccia grande effetto e a quanto sembra ci è riuscito benissimo. Dal 2000 è il genio delle campagne pubblicitarie della grande stilista Issey Miyake ma le sue collaborazioni sono molto più ampie.

Stephan Sagmeister
Stephan Sagmeister: il graphic designer degli artisti internazionali

Stephan Sagmeister è il graphic designer austriaco che da tempo ormai è stato adottato da New York. Il suo nome nella Grande Mela è abbastanza conosciuto in quanto spicca come un vero e proprio artista. Le sue genialate bizzarre in disegno sono da sempre la sua voglia di andare oltre confine, un po’ fuori dalle righe. Molti artisti internazionali come Lou Reed e Aerosmith lo scelgono per le loro copertine.

Debbie Millman
Debbie Millman, la disegnatrice di pensieri e parole

Graphic deisgner donne ce ne sono? Certo che ci sono e sono pure molto in gamba come la bravissima Debbie Millman che non è solo una graphic designer ma è anche una divulgatrice di pensieri e parole. Il suo disegno e grafica sono da sempre un’imperdibile spunto di riflessione in cui grande aziende hanno sempre riposto la fiducia nelle sue opere e nella sua pazzesca maestria.

Zuzana Licko
Zuzana Licko e il suo portfolio pregiato

Altra donna addirittura definita un mito è Zuzana Licko, cofondatrice dello studio più innovativo di grafica di tutto il mondo, Emigre, che grazie a lei si è guadagnato un portfolio di grande pregio. Zuzana ha sempre creato font con canoni letteralmente diversi dai soliti già presenti ed ha saputo inventarsi creando dei veri capolavori che l’hanno portata ad essere tra le donne più influenti del mondo della grafica.

Susan Kare
Susan Kare, esposta al Moma di New York

Il suo primo ingaggio fu con la Apple, ma Susan Kare, nel 1983, anno in cui si fece conoscere nel mondo della grafica, progettò dei font a cui ad ognuno diede il nome delle stazioni di Philadelphia con l’inconvneiente che il suo attuale datore di lavoro che a quel tempo era Steve Jobb decise di cambiare i nomi che lei aveva assegnato. Per vedere tutte le sue opere più belle ti devi recare al MOMA di New York.

April Greiman
April Greiman, la graphic designer senza limitazioni

April Greinman è stata la prima graphic designer a fare uso di programmi Macintosh per far emergere le sue creazioni. La sua bravura e schiettezza nell’essere sempre stata una convinta conoscitrice della comunicazione, della moda e dell’architettura le ha permesso di crearsi uno stile tutto suo che abbraccia tutte le aree del mondo, evitando limitazioni.

Jonathan Ive
Jonathan Ive e la rivoluzione della Apple

Tra i più grandi graphic designer industriali al mondo spicca Jonathan Ive, l’uomo che ha rivoluzionato in parte la Apple. E’ stato proprio lui che ha dato altra vita al computer consentendogli di essere più bello esteticamente e più funzionale. Il suo motto è sempre stato che dai disegni di grafica possono venir fuori dei veri oggetti d’arredo e lui ci è riuscito benissimo.

Saul Bass
Saul Bass e la passione per i titoli di coda

E infine, ma non meno importante degli altri sopraelencati c’è Saul Bass purtroppo defunto nel 1966 ma sarà sempre ricordato per il graphic designer che ha dato nuova vita ai titoli di coda di molti film molto famosi conferendogli una nuova veste e avvicinando molti curiosi a leggerli finalmente. Nonostante lui non ci sia più sono ancora molti i film che omaggiano lo stile grafico di Saul Bass.

Stampa, Stampa Digitale

Cos’è e come funziona la Stampa Digitale

4 Ottobre 2019
Cos'è la Stampa Digitale

Cos’è e come funziona la Stampa Digitale

Le recenti innovazioni tecnologiche hanno causato profondi cambiamenti anche nel campo della stampa.

Secondo l’Intergraf, l’organo europeo che rappresenta l’industria tipografica e la stampa, tra il 2005 e il 2015 il numero di tipografie si è ridotto del 14%, soprattutto a causa della grande crescita della cosiddetta stampa digitale, una nuova tecnologia che prevede l’utilizzo di strumenti elettronici per l’invio e la stampa dei file. Addio, quindi, a lastre e matrici, con un significativo vantaggio di tempo e un consistente abbattimento dei costi. La stampa digitale può essere applicata a diverse situazioni, ma ha fatto breccia soprattutto tra chi ha necessità di stampare basse tirature.

Questo è l’aspetto principale che ha fatto della stampa digitale la nuova frontiera, perché si può anche stampare soltanto una copia oppure apporre intestazioni personalizzate sulle singole pagine. La stampa digitale viene quindi spesso preferita da quelle realtà che ad esempio stampano numeri zero di riviste o periodici.

Come funziona la stampa digitale

Tra le macchine per stampare in digitale, le getto a inchiostro sono quelle più utilizzate. Il loro funzionamento prevede la presenza di una testina che rilascia l’inchiostro liquido sul supporto da stampare, dopo che questo è stato prelevato da serbatoi montati all’interno della stampante. Sono diversi i modelli di stampanti a getto di inchiostro in commercio: le due principali sono quella da tavolo, adatta a formati standard come l’A3 o l’A4, e il plotter, destinato alla stampa in maxi formato.

Il plotter normalmente può supportare rulli fino a 1300 mm, grazie ai quali è possibile realizzare lavori di una certa importanza e grandezza. Per esempio, i cartelli pubblicitari utilizzati per coprire i palazzi durante i lavori di ristrutturazione o i cartelloni per stadi e gli adesivi da attaccare agli autoveicoli.

Un tipo particolare di stampa digitale, è la stampa digitale diretta, una tecnologia simile alla serigrafia che viene utilizzata principalmente per stampare immagini con resa fotografica ad alta definizione. È indicata per tutti quei progetti che prevedono la presenza di immagini complesse e ricche di colori e sfumature, con la peculiarità di lasciare morbido il tessuto su cui l’immagine viene impressa.

Diverso discorso, invece, per la stampa digitale in sublimazione che serve, per esempio, alla personalizzazione delle magliette. In questo caso, l’inchiostro sublimatico viene trasferito su un’apposita carta che lo imprime sul tessuto tramite una pressa o una calandra. Così facendo, l’inchiostro si trasforma in gas, unendosi in maniera stabile alla superficie del tessuto utilizzato.

I vantaggi della stampa digitale

Rispetto alla “vecchia” stampa tipografica, quella digitale offre diversi vantaggi, a partire dall’alta qualità e definizione della stampa stessa. Il processo è più veloce e diretto, visto che il cliente può subito monitorarne, anche online, il risultato e avere le prime copie disponibili.

Inoltre, si possono usare vari tipi di materiali: carta o cartoncini, nonché materiali tessili e di plastica. Naturale conseguenza di tutto ciò è l’abbattimento dei costi, per cui è possibile chiedere anche la stampa, per esempio, di poche copie di libri senza spendere cifre alte. Perfino i costi di gestione delle macchine sono inferiori, visto che gli inchiostri per la stampa digitale costano meno e offrono colori più lucidi e brillanti e sfumature praticamente infinite.

Tra questi, ci sono anche gli inchiostri ecosolventi, ideali per chi vuole stampare su PVC adesivo, tele o striscioni. Infine, è possibile la cosiddetta “stampa del dato variabile“, vale a dire stampare un nome diverso su un certo numero di copie di un biglietto da visita. La stampa digitale sta rivoluzionando l’industria e, a oggi, stando ai dati pubblicati sul sito www.sitographics.it, il numero delle pagine stampate in digitale ha superato il 50%.

Da questo punto di vista, è stato il cosiddetto “print on demand” a dare una spinta decisiva all’applicazione del digitale. Grazie a questa tecnologia, l’editoria in particolare è stata rivoluzionata, perché chiunque può caricare un proprio file (testo o immagine che sia) su una piattaforma e vederlo in breve tempo stampato sul proprio supporto preferito.

Quando stampare in digitale

Nonostante i tanti vantaggi offerti dalla stampa digitale, non sempre è preferibile rispetto alla stampa offset. Questa, infatti, si è comunque evoluta di pari passo, sfruttando talvolta anche le stesse tecnologie digitali. Basti pensare che se fino a pochi anni fa, una lastra di stampa si sostituiva in sei minuti, adesso bastano novanta secondi.

In alcuni casi, quindi, è ancora consigliabile affidarsi alla stampa offset, soprattutto quando si devono stampare grandi tirature oppure si ha bisogno di stampare su un supporto di grande formato in cui accorpare diversi prodotti.

La stampa digitale, invece, è preferibile quando si vogliono stampare poster, dépliant, volantini e prodotti pubblicitari in genere, nonché qualsiasi prodotto di marketing, dal catalogo di gadget fino agli adesivi o ai biglietti da visita. Essendo un tipo di stampa immediato, è, altresì, consigliato quando si hanno tempi stretti e, magari, un budget limitato, visto che è sufficiente inviare il proprio file allo stampatore e attendere una prima prova di stampa.

Stampa

Come scegliere la Carta giusta per un Progetto Grafico

30 Settembre 2019
Come scegliere la carta giusta - Blu Calamaio

Come scegliere la Carta giusta per un Progetto Grafico

La scelta di una giusta carta è la chiave del successo di un qualsiasi progetto grafico ed è determinante per l’ottima resa di una brochure, una locandina, un libro, un semplice biglietto da visita o anche un manuale d’istruzioni.

Spesso tale supporto viene erroneamente sottovalutato, mentre, in realtà svolge compiti di grande importanza: suscita sensazioni al tatto, cattura l’attenzione del lettore nonché migliora l’estetica del prodotto.

Prima di stampare il tuo lavoro, però, devi avere ben chiare le caratteristiche fisiche di ciascuna tipologia di carta. Devi scegliere pertanto la più adatta alle tue esigenze di grafica al fine di ottenere un risultato quanto più vicino alle tue aspettative.

La carta per un progetto grafico: i fattori da considerare

Il mercato ti offre svariate tipologie di carta per il graphic design. Il giusto supporto costituisce un elemento chiave per il successo e per tale motivo la scelta non è tra le operazioni più semplici. In base al risultato che intendi ottenere, devi considerare alcuni fattori importanti come:

– la grammatura, ovvero il peso del foglio. Attenzione a non confonderla con lo spessore. Quest’ultimo, infatti, varia in base alla composizione della fibra, la lavorazione, l’umidità e la consistenza. Ciò significa che carte di uguale grammatura possono avere uno spessore diverso e risultare al tatto molto diverse tra loro.

Tendenzialmente, un foglio con maggiore grammatura ha anche più spessore, ma non è una regola fissa. Per creare un progetto di alto livello non puoi pertanto affidarti ad un supporto comune (altrimenti definito usomano), ma devi optare per carte di uso professionale. Per realizzare un biglietto da visita, ad esempio, dovrai scegliere un tipo di carta dalla grammatura uguale o superiore a 300 g.

Qualora desiderassi aumentarne la consistenza, puoi sempre accoppiarla in un secondo momento;

– la durata nel tempo. In genere, per stampare dei flyer puoi impiegare una carta leggera da 135 g. Tuttavia, se desideri che il tuo progetto duri anche nel tempo, opta per un supporto da 200 g (o superiore) ed eventualmente provvedi alla plastificazione del lavoro per conferire una maggiore resistenza (nonché un tocco di professionalità in più);

– l’effetto finale. Metti in chiaro fin da subito il messaggio che desideri lanciare attraverso il tuo progetto grafico. Ad esempio, per stampare inviti oppure partecipazioni raffinati e sofisticati utilizza una carta perlata. In alternativa, per ottenere un effetto naturale, impiega magari una tipologia riciclata.

Carta per progetti grafici: le varie tipologie e gli usi

Se desideri creare un progetto di alto livello e che sia anche vincente, devi necessariamente conoscere le caratteristiche dei vari tipi di carta e scegliere in maniera consapevole, in base alle tue esigenze di grafica e stampa. Eccoti le principali tipologie di supporto:

Carta normale, usomano e da editoria. Molto versatile, viene in genere utilizzata per le stampe editoriali. La sua porosità consente, infatti, di assorbire senza problemi tanto inchiostro. Pertanto, è ideale per libri, manuali d’istruzioni e similari.

Patinata opaca. Si ottiene da fibre riciclate o da pasta di legno ed è tra le carte più impiegate ad uso professionale per le stampe di alta qualità, digitali o offset. La patinatura esterna conferisce al supporto ottime caratteristiche di luminosità e resa dei colori. Puoi trovarla in grammature da 90 g fino a 350 g.

Patinata lucida. Dalle caratteristiche molto simili alla precedente per metodi di produzione, grammatura e formati, si distingue da quella opaca per la tipologia di patina applicata sulla superficie: più trasparente e sottile e pertanto meno coprente.

Per evitare l’antiestetico effetto di una stampa visibile anche sul retro del foglio è opportuno scegliere una grammatura maggiore. Questa tipologia di carta per graphic design è ideale per i file fotografici, ma anche per la stampa di brochure, volantini e dépliant. Le immagini ed i colori risultano più brillanti e vividi, i contorni sono più definiti, mentre i dettagli sono più accentuati. In genere, per riviste e volantini ti servirà una grammatura compresa tra i 100 ed i 150 g.

Invece per copertine di periodici, pieghevoli ed opuscoli affidati alla resistenza di una carta patinata lucida compresa tra i 170 ed i 300 g.

Patinata satinata. Questa tipologia di carta presenta un lato ruvido ed un altro liscio.

Goffrata. Questo particolare supporto ha impresso un disegno decorativo in rilievo. Lavorerai, quindi, con una tipologia di carta personalizzata ma al tempo stesso molto resistente.

Cartoncino gelatinato. È eccezionalmente vellutato al tatto, liscio e soprattutto di facile leggibilità. Utilizza questo tipo di carta se vuoi dare un effetto più naturale al tuo progetto grafico.

Carte riciclate. Questi supporti ti regalano svariati vantaggi sia da un punto di vista economico che ecologico, nel pieno rispetto dell’ambiente. Dall’eccellente opacità, le carte riciclate sono ottime per la stampa di file green a carattere editoriale e commerciale, brochure ed opuscoli.

Carte speciali. Questi supporti includono diverse categorie di cartoncini e carte, disponibili in diverse grammature, tonalità e colori. Puoi sceglierle per realizzare i tuoi progetti grafici ricercati, moderni e di design. Fanno parte di questo gruppo le carte perlescenti, metallizzate, gommate, adesive ed autocopianti.

Conclusioni

Conoscendo la grammatura, lo spessore, la resistenza e le proprietà dei vari tipi di carta, potrai ottenere degli ottimi risultati in linea con le tue esigenze e le tue aspettative. Ad ogni modo, ti consigliamo di procurare un campionario specifico, in modo da sfogliare e scegliere di volta in volta il supporto più adatto al tuo progetto grafico. Pratico e maneggevole, può rivelarsi un valido aiuto per le tue prime stampe. Potrai familiarizzare, in questo modo, con le varie tipologie di carta per non sbagliare.

Chiaramente, ti abbiamo fornito solamente una panoramica generale e le basi per una scelta consapevole dei vari supporti. L’universo che ruota attorno alla giusta carta per un progetto grafico è molto esteso.

Se sei ancora alle prime armi, puoi imparare a padroneggiare i vari supporti frequentando un corso di formazione di Grafica professionale, con frequenza in loco oppure online.