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Grafica, Ispirazioni

I 10 migliori Graphic Designer da cui trarre ispirazione

5 Dicembre 2019
10 Migliori Graphic Designer

I 10 migliori Graphic Designer da cui trarre ispirazione

Chi sceglie di fare il graphic designer o chi ha già scelto da tempo, sa che il mondo dei progetti e dei disegni può portare in una dimensione molto ampia, talmente ampia da farti rientrare tra i migliori da cui trarre ispirazione.
Proprio così, se stai per intraprendere questa attività sappi che ci sono in giro per il mondo dei graphic designer che hanno fatto innamorare tutti e che vale la pena seguire. Ecco qui qualche curiosità e non di coloro che sono riusciti a guadagnarsi la top ten dei migliori, un orgoglio che con il giusto spirito e voglia, in futuro potresti farne parte anche tu.

Chip Kidd
La stravaganza di Chipp Kidd

La bellissima copertina di Jurassic Park è opera del più eclettico e stravagante graphic designer, Chipp Kidd. Le sue idee sono da sempre considerate fuori dagli schemi e tutto ciò che disegna prende forma e vita. Foto, oggetti, caratteri e tanto altro sono frutto del suo essere genio. Un designer che ha sempre fatto rumore stupendo il pubblico che ormai lo segue da tempo infatti, anche il suo sito ogni giorno riceve numerose visualizzazioni.

Alex Trochut
Alex Trochut e la passione per i colori

Oreo, Nike, Pepsi, FootLocker, sai chi ha curato la grafica di alcuni prodotti di queste grandi firme? No? Si chiama Alex Trochut, trentottenne spagnolo con la passione per i colori, quelli forti, psichedelici che colpiscono ma non fanno male anzi piacciono talmente tanto che lo stile di Alex spesso si trasforma da bidimensionale a tridimensionale in cui riesce a creare un miscuglio perfetto tra artigianalità, tecnologia e modernità. Una grafica innovativa che l’ha portato ad essere tra i migliori.

Taku Satoh
Il minimalismo di Taku Satoh

Anche il Giappone ha il suo graphic designer d’eccezione. Si tratta di Taku Satoh, un minimalista eccezionale che ama disegnare in spazi ridotti creando dei piccoli capolavori. L’obiettivo di Taku è quello di mostrare poco ma che faccia grande effetto e a quanto sembra ci è riuscito benissimo. Dal 2000 è il genio delle campagne pubblicitarie della grande stilista Issey Miyake ma le sue collaborazioni sono molto più ampie.

Stephan Sagmeister
Stephan Sagmeister: il graphic designer degli artisti internazionali

Stephan Sagmeister è il graphic designer austriaco che da tempo ormai è stato adottato da New York. Il suo nome nella Grande Mela è abbastanza conosciuto in quanto spicca come un vero e proprio artista. Le sue genialate bizzarre in disegno sono da sempre la sua voglia di andare oltre confine, un po’ fuori dalle righe. Molti artisti internazionali come Lou Reed e Aerosmith lo scelgono per le loro copertine.

Debbie Millman
Debbie Millman, la disegnatrice di pensieri e parole

Graphic deisgner donne ce ne sono? Certo che ci sono e sono pure molto in gamba come la bravissima Debbie Millman che non è solo una graphic designer ma è anche una divulgatrice di pensieri e parole. Il suo disegno e grafica sono da sempre un’imperdibile spunto di riflessione in cui grande aziende hanno sempre riposto la fiducia nelle sue opere e nella sua pazzesca maestria.

Zuzana Licko
Zuzana Licko e il suo portfolio pregiato

Altra donna addirittura definita un mito è Zuzana Licko, cofondatrice dello studio più innovativo di grafica di tutto il mondo, Emigre, che grazie a lei si è guadagnato un portfolio di grande pregio. Zuzana ha sempre creato font con canoni letteralmente diversi dai soliti già presenti ed ha saputo inventarsi creando dei veri capolavori che l’hanno portata ad essere tra le donne più influenti del mondo della grafica.

Susan Kare
Susan Kare, esposta al Moma di New York

Il suo primo ingaggio fu con la Apple, ma Susan Kare, nel 1983, anno in cui si fece conoscere nel mondo della grafica, progettò dei font a cui ad ognuno diede il nome delle stazioni di Philadelphia con l’inconvneiente che il suo attuale datore di lavoro che a quel tempo era Steve Jobb decise di cambiare i nomi che lei aveva assegnato. Per vedere tutte le sue opere più belle ti devi recare al MOMA di New York.

April Greiman
April Greiman, la graphic designer senza limitazioni

April Greinman è stata la prima graphic designer a fare uso di programmi Macintosh per far emergere le sue creazioni. La sua bravura e schiettezza nell’essere sempre stata una convinta conoscitrice della comunicazione, della moda e dell’architettura le ha permesso di crearsi uno stile tutto suo che abbraccia tutte le aree del mondo, evitando limitazioni.

Jonathan Ive
Jonathan Ive e la rivoluzione della Apple

Tra i più grandi graphic designer industriali al mondo spicca Jonathan Ive, l’uomo che ha rivoluzionato in parte la Apple. E’ stato proprio lui che ha dato altra vita al computer consentendogli di essere più bello esteticamente e più funzionale. Il suo motto è sempre stato che dai disegni di grafica possono venir fuori dei veri oggetti d’arredo e lui ci è riuscito benissimo.

Saul Bass
Saul Bass e la passione per i titoli di coda

E infine, ma non meno importante degli altri sopraelencati c’è Saul Bass purtroppo defunto nel 1966 ma sarà sempre ricordato per il graphic designer che ha dato nuova vita ai titoli di coda di molti film molto famosi conferendogli una nuova veste e avvicinando molti curiosi a leggerli finalmente. Nonostante lui non ci sia più sono ancora molti i film che omaggiano lo stile grafico di Saul Bass.

Stampa, Stampa Digitale

Cos’è e come funziona la Stampa Digitale

4 Ottobre 2019
Cos'è la Stampa Digitale

Cos’è e come funziona la Stampa Digitale

Le recenti innovazioni tecnologiche hanno causato profondi cambiamenti anche nel campo della stampa.

Secondo l’Intergraf, l’organo europeo che rappresenta l’industria tipografica e la stampa, tra il 2005 e il 2015 il numero di tipografie si è ridotto del 14%, soprattutto a causa della grande crescita della cosiddetta stampa digitale, una nuova tecnologia che prevede l’utilizzo di strumenti elettronici per l’invio e la stampa dei file. Addio, quindi, a lastre e matrici, con un significativo vantaggio di tempo e un consistente abbattimento dei costi. La stampa digitale può essere applicata a diverse situazioni, ma ha fatto breccia soprattutto tra chi ha necessità di stampare basse tirature.

Questo è l’aspetto principale che ha fatto della stampa digitale la nuova frontiera, perché si può anche stampare soltanto una copia oppure apporre intestazioni personalizzate sulle singole pagine. La stampa digitale viene quindi spesso preferita da quelle realtà che ad esempio stampano numeri zero di riviste o periodici.

Come funziona la stampa digitale

Tra le macchine per stampare in digitale, le getto a inchiostro sono quelle più utilizzate. Il loro funzionamento prevede la presenza di una testina che rilascia l’inchiostro liquido sul supporto da stampare, dopo che questo è stato prelevato da serbatoi montati all’interno della stampante. Sono diversi i modelli di stampanti a getto di inchiostro in commercio: le due principali sono quella da tavolo, adatta a formati standard come l’A3 o l’A4, e il plotter, destinato alla stampa in maxi formato.

Il plotter normalmente può supportare rulli fino a 1300 mm, grazie ai quali è possibile realizzare lavori di una certa importanza e grandezza. Per esempio, i cartelli pubblicitari utilizzati per coprire i palazzi durante i lavori di ristrutturazione o i cartelloni per stadi e gli adesivi da attaccare agli autoveicoli.

Un tipo particolare di stampa digitale, è la stampa digitale diretta, una tecnologia simile alla serigrafia che viene utilizzata principalmente per stampare immagini con resa fotografica ad alta definizione. È indicata per tutti quei progetti che prevedono la presenza di immagini complesse e ricche di colori e sfumature, con la peculiarità di lasciare morbido il tessuto su cui l’immagine viene impressa.

Diverso discorso, invece, per la stampa digitale in sublimazione che serve, per esempio, alla personalizzazione delle magliette. In questo caso, l’inchiostro sublimatico viene trasferito su un’apposita carta che lo imprime sul tessuto tramite una pressa o una calandra. Così facendo, l’inchiostro si trasforma in gas, unendosi in maniera stabile alla superficie del tessuto utilizzato.

I vantaggi della stampa digitale

Rispetto alla “vecchia” stampa tipografica, quella digitale offre diversi vantaggi, a partire dall’alta qualità e definizione della stampa stessa. Il processo è più veloce e diretto, visto che il cliente può subito monitorarne, anche online, il risultato e avere le prime copie disponibili.

Inoltre, si possono usare vari tipi di materiali: carta o cartoncini, nonché materiali tessili e di plastica. Naturale conseguenza di tutto ciò è l’abbattimento dei costi, per cui è possibile chiedere anche la stampa, per esempio, di poche copie di libri senza spendere cifre alte. Perfino i costi di gestione delle macchine sono inferiori, visto che gli inchiostri per la stampa digitale costano meno e offrono colori più lucidi e brillanti e sfumature praticamente infinite.

Tra questi, ci sono anche gli inchiostri ecosolventi, ideali per chi vuole stampare su PVC adesivo, tele o striscioni. Infine, è possibile la cosiddetta “stampa del dato variabile“, vale a dire stampare un nome diverso su un certo numero di copie di un biglietto da visita. La stampa digitale sta rivoluzionando l’industria e, a oggi, stando ai dati pubblicati sul sito www.sitographics.it, il numero delle pagine stampate in digitale ha superato il 50%.

Da questo punto di vista, è stato il cosiddetto “print on demand” a dare una spinta decisiva all’applicazione del digitale. Grazie a questa tecnologia, l’editoria in particolare è stata rivoluzionata, perché chiunque può caricare un proprio file (testo o immagine che sia) su una piattaforma e vederlo in breve tempo stampato sul proprio supporto preferito.

Quando stampare in digitale

Nonostante i tanti vantaggi offerti dalla stampa digitale, non sempre è preferibile rispetto alla stampa offset. Questa, infatti, si è comunque evoluta di pari passo, sfruttando talvolta anche le stesse tecnologie digitali. Basti pensare che se fino a pochi anni fa, una lastra di stampa si sostituiva in sei minuti, adesso bastano novanta secondi.

In alcuni casi, quindi, è ancora consigliabile affidarsi alla stampa offset, soprattutto quando si devono stampare grandi tirature oppure si ha bisogno di stampare su un supporto di grande formato in cui accorpare diversi prodotti.

La stampa digitale, invece, è preferibile quando si vogliono stampare poster, dépliant, volantini e prodotti pubblicitari in genere, nonché qualsiasi prodotto di marketing, dal catalogo di gadget fino agli adesivi o ai biglietti da visita. Essendo un tipo di stampa immediato, è, altresì, consigliato quando si hanno tempi stretti e, magari, un budget limitato, visto che è sufficiente inviare il proprio file allo stampatore e attendere una prima prova di stampa.

Stampa

Come scegliere la Carta giusta per un Progetto Grafico

30 Settembre 2019
Come scegliere la carta giusta - Blu Calamaio

Come scegliere la Carta giusta per un Progetto Grafico

La scelta di una giusta carta è la chiave del successo di un qualsiasi progetto grafico ed è determinante per l’ottima resa di una brochure, una locandina, un libro, un semplice biglietto da visita o anche un manuale d’istruzioni.

Spesso tale supporto viene erroneamente sottovalutato, mentre, in realtà svolge compiti di grande importanza: suscita sensazioni al tatto, cattura l’attenzione del lettore nonché migliora l’estetica del prodotto.

Prima di stampare il tuo lavoro, però, devi avere ben chiare le caratteristiche fisiche di ciascuna tipologia di carta. Devi scegliere pertanto la più adatta alle tue esigenze di grafica al fine di ottenere un risultato quanto più vicino alle tue aspettative.

La carta per un progetto grafico: i fattori da considerare

Il mercato ti offre svariate tipologie di carta per il graphic design. Il giusto supporto costituisce un elemento chiave per il successo e per tale motivo la scelta non è tra le operazioni più semplici. In base al risultato che intendi ottenere, devi considerare alcuni fattori importanti come:

– la grammatura, ovvero il peso del foglio. Attenzione a non confonderla con lo spessore. Quest’ultimo, infatti, varia in base alla composizione della fibra, la lavorazione, l’umidità e la consistenza. Ciò significa che carte di uguale grammatura possono avere uno spessore diverso e risultare al tatto molto diverse tra loro.

Tendenzialmente, un foglio con maggiore grammatura ha anche più spessore, ma non è una regola fissa. Per creare un progetto di alto livello non puoi pertanto affidarti ad un supporto comune (altrimenti definito usomano), ma devi optare per carte di uso professionale. Per realizzare un biglietto da visita, ad esempio, dovrai scegliere un tipo di carta dalla grammatura uguale o superiore a 300 g.

Qualora desiderassi aumentarne la consistenza, puoi sempre accoppiarla in un secondo momento;

– la durata nel tempo. In genere, per stampare dei flyer puoi impiegare una carta leggera da 135 g. Tuttavia, se desideri che il tuo progetto duri anche nel tempo, opta per un supporto da 200 g (o superiore) ed eventualmente provvedi alla plastificazione del lavoro per conferire una maggiore resistenza (nonché un tocco di professionalità in più);

– l’effetto finale. Metti in chiaro fin da subito il messaggio che desideri lanciare attraverso il tuo progetto grafico. Ad esempio, per stampare inviti oppure partecipazioni raffinati e sofisticati utilizza una carta perlata. In alternativa, per ottenere un effetto naturale, impiega magari una tipologia riciclata.

Carta per progetti grafici: le varie tipologie e gli usi

Se desideri creare un progetto di alto livello e che sia anche vincente, devi necessariamente conoscere le caratteristiche dei vari tipi di carta e scegliere in maniera consapevole, in base alle tue esigenze di grafica e stampa. Eccoti le principali tipologie di supporto:

Carta normale, usomano e da editoria. Molto versatile, viene in genere utilizzata per le stampe editoriali. La sua porosità consente, infatti, di assorbire senza problemi tanto inchiostro. Pertanto, è ideale per libri, manuali d’istruzioni e similari.

Patinata opaca. Si ottiene da fibre riciclate o da pasta di legno ed è tra le carte più impiegate ad uso professionale per le stampe di alta qualità, digitali o offset. La patinatura esterna conferisce al supporto ottime caratteristiche di luminosità e resa dei colori. Puoi trovarla in grammature da 90 g fino a 350 g.

Patinata lucida. Dalle caratteristiche molto simili alla precedente per metodi di produzione, grammatura e formati, si distingue da quella opaca per la tipologia di patina applicata sulla superficie: più trasparente e sottile e pertanto meno coprente.

Per evitare l’antiestetico effetto di una stampa visibile anche sul retro del foglio è opportuno scegliere una grammatura maggiore. Questa tipologia di carta per graphic design è ideale per i file fotografici, ma anche per la stampa di brochure, volantini e dépliant. Le immagini ed i colori risultano più brillanti e vividi, i contorni sono più definiti, mentre i dettagli sono più accentuati. In genere, per riviste e volantini ti servirà una grammatura compresa tra i 100 ed i 150 g.

Invece per copertine di periodici, pieghevoli ed opuscoli affidati alla resistenza di una carta patinata lucida compresa tra i 170 ed i 300 g.

Patinata satinata. Questa tipologia di carta presenta un lato ruvido ed un altro liscio.

Goffrata. Questo particolare supporto ha impresso un disegno decorativo in rilievo. Lavorerai, quindi, con una tipologia di carta personalizzata ma al tempo stesso molto resistente.

Cartoncino gelatinato. È eccezionalmente vellutato al tatto, liscio e soprattutto di facile leggibilità. Utilizza questo tipo di carta se vuoi dare un effetto più naturale al tuo progetto grafico.

Carte riciclate. Questi supporti ti regalano svariati vantaggi sia da un punto di vista economico che ecologico, nel pieno rispetto dell’ambiente. Dall’eccellente opacità, le carte riciclate sono ottime per la stampa di file green a carattere editoriale e commerciale, brochure ed opuscoli.

Carte speciali. Questi supporti includono diverse categorie di cartoncini e carte, disponibili in diverse grammature, tonalità e colori. Puoi sceglierle per realizzare i tuoi progetti grafici ricercati, moderni e di design. Fanno parte di questo gruppo le carte perlescenti, metallizzate, gommate, adesive ed autocopianti.

Conclusioni

Conoscendo la grammatura, lo spessore, la resistenza e le proprietà dei vari tipi di carta, potrai ottenere degli ottimi risultati in linea con le tue esigenze e le tue aspettative. Ad ogni modo, ti consigliamo di procurare un campionario specifico, in modo da sfogliare e scegliere di volta in volta il supporto più adatto al tuo progetto grafico. Pratico e maneggevole, può rivelarsi un valido aiuto per le tue prime stampe. Potrai familiarizzare, in questo modo, con le varie tipologie di carta per non sbagliare.

Chiaramente, ti abbiamo fornito solamente una panoramica generale e le basi per una scelta consapevole dei vari supporti. L’universo che ruota attorno alla giusta carta per un progetto grafico è molto esteso.

Se sei ancora alle prime armi, puoi imparare a padroneggiare i vari supporti frequentando un corso di formazione di Grafica professionale, con frequenza in loco oppure online.

Stampa, Stampa Offset

Cos’è la Stampa Offset

30 Agosto 2019

Cos’è la Stampa Offset

La stampa offset è un metodo innovativo che ti permette ti dare forma ad una lunga serie di prodotti di alto livello. Scopri insieme a noi le caratteristiche di questo particolare metodo, capace di funzionare tramite una sequenza di movimenti ben precisi.

Che cos’è la stampa offset?

In linea di massima, la stampa offset corrisponde ad un processo di tipo indiretto che agisce mediante il movimento di una sequenza di rulli. In pratica, ciò che deve essere stampato non viene proiettato direttamente dalla cartuccia al foglio, ma passa attraverso questa sorta di mediazione tecnica. Inoltre, un supporto fatto in caucciù utilizza l’immagine che viene impregnata di inchiostro a bordo di una semplice matrice metallica.

L’intero processo viene azionato con lo stesso principio attuato per quanto riguarda la litografia, con la capacità di sfruttare la repulsione di alcuni tipi di inchiostri nei confronti dell’acqua. Una delle prerogative principali di questa modalità di stampa riguarda la sua capacità di mantenere un’ottima resa su diversi tipi di fogli, soprattutto quelli maggiormente ruvidi.

Quali sono le caratteristiche principali della stampa offset?

La stampa offset si contraddistingue perché ti garantisce vari elementi interessanti che la rendono pienamente funzionante e versatile. Ecco alcune delle caratteristiche principali che contraddistinguono questa modalità e fanno in modo che possano darti una grossa mano per numerosi processi.

  • Prima di tutto, va sottolineata la sua elevata resa cromatica, che ti permette di creare opere sorprendenti anche in condizioni complicate; un successo dovuto ad un alto grado di definizione.
  • I prodotti stampati hanno un costo notevolmente inferiore rispetto al solito; tutto ciò perché hai la chance di stampare tantissime copie con le stesse lastre senza che queste ultime subiscano alcuna usura.
  • Puoi così ottenere un risultato perfetto senza troppi sforzi, grazie ad un’azione continuata che non presenta alcuna interruzione.

Quali pezzi compongono una macchina da stampa offset?

Una macchina da stampa offset che riesca ad assolvere i propri compiti al meglio è costituita da una serie di componenti ben precisi. Scopri insieme a noi quali sono nelle righe seguenti.

  • Il mettifoglio o sbobinatore è un apparecchio automatico che ti permette di smistare i fogli dalla tavola di immissione fino al gruppo di stampa, con un ruolo fondamentale per l’opera finale.
  • Il calamaio corrisponde al classico inchiostro ed è ovviamente essenziale per eseguire ogni stampa.
  • I rulli trasportatori ti servono per collegare il calamaio alla lastra e favoriscono il trasporto del relativo inchiostro, con la conseguente macinazione.
  • Il cilindro porta lastra contiene quel supporto efficace che convoglia l’inchiostro verso la proiezione su carta.
  • I grafismi e i contrografismi corrispondono rispettivamente alla porzione da stampare e a quella da non stampare all’interno della forma finale di stampa.
  • I rulli bagnatori ti servono per fare in modo che la lastra diventi bagnata.
  • Il cilindro porta-caucciù ti permette di avere a tua disposizione una forma di stampa mai usurata.
  • Il cilindro di compressione ti mostra la pressione da esercitare a seconda della carta e del suo naturale spessore.
  • L’uscita favorisce il raccoglimento conclusivo dei fogli e il loro spostamento a bordo di un’apposita pedana.

Quali sono le tipologie principali di macchine da stampa offset?

Come puoi facilmente vedere, il procedimento che si nasconde dietro l’azione di una macchina da stampa offset è davvero molto elaborato, con diversi passaggi che dovresti tenere attentamente d’occhio. Tuttavia, sappi che questo dispositivo può essere disponibile in diverse tipologie, tutte però con un unico obiettivo, ossia quello di mantenere la qualità di stampa sempre molto elevata. Innanzitutto, tali macchine sono suddivise in due famiglie principali:

  • le macchine a foglio, che si contraddistinguono per una vantaggiosa flessibilità di gestione e per una stampa di assoluto rilievo, anche se la loro manutenzione ha un costo elevato;
  • le macchine a bobina, che garantiscono un’ottima produttività e costi di gestione più bassi, ma con una perdita sensibile dal punto di vista della qualità complessiva.

Oltre a queste due tipologie, ne puoi utilizzare altre due meno diffuse, ma comunque con i loro punti di forza ben messi in vista:

  • la macchina da stampa waterless è generalmente alimentata a foglio o a bobina e non necessita di alcuna bagnatura della forma;
  • la macchina dylitho ti serve per la stampa di periodici e quella commerciale e funziona mediante un principio diretto, senza la presenza di alcun rullo a fare da intermediario.

Come si svolge la stampa offset?

A questo punto, non ti resta altro da fare che scoprire come effettuare la stampa offset, effettuando una serie di interventi ben precisi. Eccoli di seguito:

  • prima di tutto, la macchina fa in modo che l’inchiostro penetri all’interno del calamaio;
  • dopodiché, il suo percorso prosegue nei rulli macinatori;
  • la lastra tocca i rulli bagnatori, che convogliano l’acqua nella lastra e la fanno bagnare in modo che i grafismi possano risultare perfettamente visibili;
  • il movimento della lastra continua con il suo arrivo presso i rulli inchiostratori;
  • le immagini vengono condotte sul cilindro in caucciù;
  • il rullo in caucciù inizia a ricevere l’inchiostro necessario, riuscendo ad isolare l’acqua;
  • l’acqua proietta la stampa direttamente sul foglio finale.

Tutte queste azioni avvengono tramite un procedimento automatico, che puoi azionare schiacciando un comodo e semplice pulsante. In questo modo, hai a tua disposizione tutti gli elementi utili al fine di realizzare una stampa offset di primissima categoria, con composizioni di alto livello in ogni condizione possibile.

Perché scegliere questo procedimento di stampa?

La risposta è da individuare soprattutto sulle quantità di copie da stampare. L’offset è molto competitiva sulle alte tirature, rispetto ad altre tecniche di stampa, perché riesce in poco tempo a riprodurre molti soggetti.

Altro aspetto fondamentale è la possibilità di ottimizzare al meglio il formato di stampa del documento e scegliere anche su diversi tipi di carta e/o grammature.

In pratica se devo stampare pochi pezzi è meglio ricorrere alla stampa digitale. Se invece i pezzi da riprodurre sono molti e la qualità che si vuole ottenere di un certo livello… senza dubbi la stampa offest è l’ideale!

In Stampa Dal Web abbiamo due macchine dedicate alla stampa offset, Komori e KBA, in grado di rispondere a tutte le esigenze dei nostri clienti: scopri le nostre tecnologie di stampa offset!

Come fare

Come fare una Brochure con Punto Metallico

2 Agosto 2019
Brochure Punto Metallico - Blu Calamaio

Come fare una Brochure con Punto Metallico

Al giorno d’oggi, il panorama relativo alle brochure e agli opuscoli in generale è abbastanza variegato. Se lavori nel settore della grafica, in un’agenzia di comunicazione o in una tipografia, devi conoscere tutte le tecniche principali al fine di garantire ai tuoi clienti le migliori soluzioni possibili. Per esempio, dovresti sapere come fare una brochure con punto metallico. Scopri insieme a noi in quali circostanze puoi affidarti ad un accorgimento di questo genere, in grado di darti la chance di realizzare stampe di primissima categoria con pochi e semplici tocchi di pura classe.

Che cos’è la rilegatura a punto metallico

Se hai intenzione di realizzare libretti e manuali di istruzione, o più semplicemente vuoi creare una brochure o un opuscolo capaci di rubare l’occhio ai potenziali clienti aziendali, puoi prendere in seria considerazione l’ipotesi di aggiungere una rilegatura a punto metallico. Si tratta di una tecnica perfetta per la realizzazione di materiali cartaceo a scopo tecnico o promozionale. Numerose aziende possono servirsi di un sistema di questo tipo per mettere in evidenza un prodotto o un servizio, o per presentare eventi di una certa rilevanza. Dagli opuscoli alle schede descrittive, passando per allegati di vario genere, se vuoi creare un catalogo con meno di 40 pagine e 80 facciate. Puoi riuscirci accumulando una sequenza formata da diversi fogli fronte e retro. Tale idea può piacere molto per la sua indiscutibile praticità, oltre che per una facilità di applicazione.

Gli accorgimenti da attuare per una brochure con punto metallico altamente professionale

Quali accorgimenti devi intraprendere per dare forma ad una brochure dotata di punto metallico? Di sicuro, non hai la necessità di doverti avventurare in situazioni complicate. È tutta una questione di posizionamento, con un’attenta cura dei dettagli per rendere l’intera composizione molto più professionale. Ti basta posizionare un singolo punto centrale nel caso di fogli di piccole dimensioni o due se tali misure risultano maggiormente ampie. Diverso è il discorso se hai intenzione di creare una brochure a più fogli. Devi applicare soltanto pochi e semplici accorgimenti per impreziosire ulteriormente la tua attività nell’ambito della tipografia e della grafica a tutti i livelli. Se la pubblicazione fosse costituita da una serie dalla quantità maggiore di fogli, fino a superare addirittura i quaranta, potresti attuare la legatura denominata brossura fresata. Ti consigliamo di tenere in massima considerazione un’ipotesi del genere, capace di garantire notevoli vantaggi per la produttività del tuo esercizio commerciale.

Quali sono le caratteristiche principali di questo sistema di rilegatura

Ormai, sembra chiaro che la maggior parte dei clienti privati e di quelli aziendali possano difficilmente fare a meno della rilegatura con punto metallico. Basta una coppia di contrassegni da inserire in corrispondenza del dorso della brochure per rendere quest’ultima molto più intrigante sotto l’aspetto stilistico e pratico. Dalla consistenza alla grammatura, ciascun dettaglio può fare la differenza e consentirti di creare una rilegatura di buon livello o meno. Ciò che conta è che ciascuno dei fogli che costituiscano la brochure corrisponda ad un multiplo di quattro, dato che sono proprio quattro le facciate di ciascun foglio. Puoi inoltre selezionare il formato da te preferito, la carta opaca o lucida, il tipo di orientamento. Tutto dipende dalle tue esigenze aziendali.

Quando dovresti utilizzare il punto metallico

Numerose sono le circostanze nelle quali dovresti riflettere sulla chance di aggiungere un punto metallico alla brochure che stai per creare. Quando hai a che fare con occasioni ufficiali o eventi di vario genere, questo sistema può darti una grossa mano e rendere l’intera composizione molto più precisa ed autorevole. Puoi così impaginare immagini e testi, al fine di porre in evidenza determinati elementi da te selezionati. Di sicuro, se fai parte del mondo della grafica o della tipografia, puoi consigliare tale metodo a diversi tipi di aziende o esercizi commerciali. Ecco alcuni che potrebbero trarre grande giovamento da una possibilità del genere:

    • le scuole e le università, così come i loro rispettivi studenti, potrebbero chiederti di organizzare le loro relazioni in una comoda brochure con punto metallico;
    • i liberi professionisti potrebbero impreziosire i loro convegni con opuscoli dotati dei punti;
    • le associazioni potrebbero porre in evidenza una campagna fondi o un evento da loro organizzato;
    • gli enti pubblici e privati potrebbero valorizzare le loro iniziative, mostre, eventi e pubblicizzare guide turistiche con le apposite brochure.

Sono solo alcuni esempi semplici, ma davvero la rilegatura con punto metallico può venire in tuo soccorso in una serie di circostanze pressoché infinita.

Quali consigli seguire per una rilegatura a punto metallico perfetta

A questo punto, ti forniamo alcuni piccoli consigli per confezionare gli ultimi dettagli e costituire una brochure di primissima categoria con l’ausilio dei punti metallici:

    • verifica la quantità di pagine che ti servono per la realizzazione del tuo opuscolo. Se sono molto poche, per te fare a meno del punto metallico diventa praticamente impossibile;
    • se la tua carta ha una grammatura massima pari a circa 200-250 grammi, puoi realizzare una brochure con punti metallici senza alcun genere di rigonfiamento;
    • se invece sei alla ricerca della massima resistenza e miri ad una consistenza superiore della grammatura delle tue pagine, potresti provare le tecniche della brochure fresata e a filo refe.

Come puoi notare, le idee da mettere in pratica in un settore come questo non mancano assolutamente. Devi soltanto valutare i pro e i contro e decidere o meno se aggiungere un punto metallico, o anche più di uno, alla brochure che stai per creare per te stesso o per una realtà cliente.

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Stampa, Tecnologie

Gli inchiostri BIO nella stampa

26 Luglio 2019
Inchiostri BIO - Blu Calamaio

Gli inchiostri BIO nella stampa

Sempre che spesso il mercato della stampa professionale ricerca soluzioni che siano meno incisive sull’ambiente e la cui gestione gravi meno sul budget. Uno degli elementi che grava maggiormente sul bilancio ecologico di questo settore sono gli inchiostri, perché soprattutto quelli con colori più brillanti e particolari vengono solitamente realizzati con sostanze che sono altamente nocive per l’ambiente e anche molto sospette per la salute umana.

Spesso nella formulazione degli inchiostri troviamo metalli pesanti, idrocarburi ed altre molecole organiche a rischio, difficili da smaltire sia come residui che come contaminanti su carta. Il problema si sviluppa su due fronti:

  • il primo è quello della produzione della stampa;
  • il secondo è lo smaltimento la carta, in particolare se patinata e trattata con vernici tradizionali, perché queste contengono sostanze tossiche.

La materia diventa difficile da riciclare e da gestire perché molto spesso i pigmenti non si decompongono, se non con processi che rendono impossibile il riutilizzo della polpa di carta o ne degradano enormemente le caratteristiche.

Gli inchiostri per stampa

Gli inchiostri di solito sono una sospensione oleosa di pigmenti in un medium relativamente volatile, il che rende già piuttosto complessa la produzione di materie prime non pericolose, perché spessissimo la velocità di evaporazione ed essiccazione si accompagna al rischio di incendio. Moltissimi degli inchiostri più diffusi hanno abbastanza acqua al loro interno da scongiurare tali problemi, ma l’impiego di idrocarburi e di altre molecole organiche non esclude del tutto il rischio.

Nella stragrande maggioranza dei casi i prodotti per stampa industriale contengono molecole di sintesi oppure metalli, sia come catalizzatore di reazione, sotto forma di residui, che come parte della molecola di pigmento. Per fortuna non tutti i metalli utilizzati in tipografia per la produzione dei colori sono tossici e soprattutto nel caso del nero, che comunque costituisce una buona percentuale dello stampato, sono relativamente poco presenti.

Ci sono moltissime soluzioni avanzate per inchiostri per tipografia che siano di origine biologica o comunque compatibili. Ad esempio è stata fatta molta ricerca e sviluppo per creare il nero da stampa a partire dalla soia e dal mais, e questi prodotti iniziano a fare parte dei cataloghi e ad essere apprezzati dai tipografi per la qualità e densità del nero.

Molti degli inchiostri prodotti con derivati di queste pianta raggiungono ormai un livello di qualità eccellente e si prestano ottimamente per le applicazioni industriali. Questo significa che la loro densità e la velocità di essiccazione li rende compatibili con gli ugelli delle macchine da stampa seriale, dopo che sono stati eliminati i problemi di viscosità che i primi prodotti potevano in alcuni casi aver manifestato.

Esistono anche versioni con un costo decisamente invitante, bisogna infatti considerare l’economia di scala, adatti per applicazioni domestiche sulle comuni stampanti laser e a getto di inchiostro.

I medium

La soia però non è l’unico fronte su cui si è lavorato, perché anche il medium, cioè la parte destinata a evaporare e a fissare il pigmento sulla carta senza alterarne la qualità al tatto, ha subito una evoluzione particolare.

Molto diffuso infatti adesso è l’uso di lattato di etile, una molecola atossica che non lascia traccia in seguito alla stampa e che soprattutto permette uno smaltimento sicuro. Si tratta di un composto organico di origine biologica relativamente poco stabile, ma con un tempo di degradazione molto più lungo di quello previsto per un comune stoccaggio in magazzino di un contenitore di inchiostro per stampa professionale.

Il motivo per il quale questa molecola ha avuto successo è da ricercarsi nella sua qualità come medium per pigmenti e per il fatto che non è necessario un trattamento particolare per scindere questa molecola. La degradazione avviene con un processo biologico molto simile a quello impiegato per il compostaggio dei comuni rifiuti organici, anche se ovviamente deve essere fatto in ambiente controllato. Il residuo successivo alla scissione della molecola complessa è atossico e non richiede trattamenti di sicurezza particolari.

Il risultato della stampa è ottimo del tutto simile a quello che si o terrebbe con altri medium tradizionali, quindi anche per un investitore la compensazione dei costi è più che ragionevole, se si considera come parte integrante lo smaltimento dei residui.

I pigmenti bio

Già in passato moltissimi pigmenti venivano ottenuti con lavorazioni di prodotti di origine naturale, biologici o inorganici a seconda del colore. Infatti questi erano gli unici disponibili sul mercato e di conseguenza quelli più studiati. Infatti a tutt’ora molti colori usati in stampa, specie quella artistica, per questioni tradizionali, vengono comunemente estratti da piante e più di rado da prodotti di origine animale anche se per motivazioni etiche si tende ad evitare la via dello sfruttamento.

Ovviamente un inchiostro prodotto a partire da estratti naturali con criteri moderni, che ne alterano il pH a l’aggressività nei confronti della carta, non presenta particolari problemi di tossicità ed anche se i residui possono essere abbastanza complessi da gestire è comunque più semplice stoccarli e destinarli al trattamento in impianti specializzati.

Per essere compatibili con l’ambiente gli inchiostri utilizzano solo una quantità limitata di prodotti di origine minerale e metalli, che sono stati scelti in base alla combinazione dell’effetto cromatico vivido che hanno le molecole complesse che li contengono e della loro atossicità.

Gli inchiostri bio non devono contenere tracce di metalli pesanti come il piombo, il cadmio e il cromo, che sono estremamente tossici e incompatibili con le moderne politiche ambientali.

Ci sono molte spinte da parte dell’Europa per ridurre al minimo l’impiego di questi materiali, prima della loro messa al bando definitiva, perché purtroppo si è evidenziato nel tempo come sia del tutto illusoria la possibilità di introdurre cicli virtuosi di recupero per i loro composti, perlopiù per questioni legate alla scarsa convenienza economica e al rientro ridotto dell’investimento.

Si tratta infatti di metalli la cui vita industriale viene progressivamente ridotta dalle politiche comunitarie in materia ambientale, fortunatamente sempre più restrittive. Questo naturalmente ha portato i principali produttori di stampanti e dispositivi per tipografia avanzata ad iniziare un percorso di progressiva conversione delle macchine, introducendo versioni multi standard e creando così un meccanismo virtuoso di abbandono delle vecchie in favore di quelle compatibili.

La convergenza con chi invece produce inchiostri che siano perfettamente identici, se non migliori di quelli classici, inoltre ha velocizzato il processo, spingendo sempre più grafici e tipografi ad optare per le nuove vie, mossi anche dalla possibilità di accedere ad agevolazioni relative alle basse emissioni di residui nel corso delle lavorazioni.

In Stampa Dal Web siamo da sempre attenti all’ambiente e siamo al passo con i tempi: scopri le nostre tecnologie di stampa e come stampiamo i nostri fogli macchina per altre tipografie.

Colori

Il Significato Nascosto dei Colori

1 Luglio 2019
Il significato dei Colori - Blu calamaio

Il Significato Nascosto dei Colori

La scienza ci insegna che i colori non sono altro che un’elaborazione visiva che viene generata dai segnali nervosi e che i fotorecettori inviano al cervello quindi, la percezione dei colori crea delle reazioni e delle emozioni diverse da chi li osserva.
Lo studio di questo fenomeno viene chiamato “psicologia del colore“: in questo caso il colore è una sensazione che viene percepita nel nostro cervello che ha degli effetti sia sul nostro organismo che sulla nostra psicologia.
Ognuno di noi ha una propria tavola cromatica personale, quindi da quali concetti emozionali ne associamo in base anche alle nostre esperienze personali.
In linea di massima, le emozioni percepite attraverso un colore sono uguali per tutti, difficilmente un colore trasmette emozioni differenti dalle altre.
Su questi concetti andremo ad approfondire i differenti significati di alcuni tra i principali colori usati nella stampa.

Blu

Il blu è un colore rilassante e positivo e trasmette tranquillità e pace. In alcuni casi il blu potrebbe essere definito come il colore antagonista del rosso, se il rosso manda pulsazioni, con il blu si avrà l’effetto opposto.
Alcuni studi specializzati sul marketing hanno dimostrato che un colore utilizzato negli uffici reclami rilassa la clientela perché il blu ha il potere di ridurre notevolmente lo stress e le persone sono meno polemiche.

Consiglio nell’utilizzo in un progetto grafico

Trattandosi di un colore rilassante e positivo non è facile consigliare l’utilizzo dello stesso. Di certo, il blu è un colore serio e sicuramente non sarà indicato per chi vuole attirare l’attenzione della clientela.
In genere, questa tipologia di colore viene utilizzata nelle strutture sanitarie o nel mondo finanziario o del settore immobiliare. Viene utilizzato soprattutto per ispirare fiducia ai consumatori e a tutta la clientela.

Arancione

L’arancione a differenza del blu, anch’esso rientra nella categoria dei colori vivaci, trattandosi di un colore caldo in genere viene utilizzato per attirare la clientela.
In genere questo colore caldo viene abbinato ad un colore freddo e si creano degli abbinamenti molto interessanti.
Di certo come il rosso non passa affatto inosservato, i siti creati con questo colore hanno sempre un gran successo.

Consiglio nell’utilizzo in un progetto grafico

L’arancione come anche il giallo viene spesso utilizzato per i siti creativi che riguardano l’infanzia. In questo modo con un colore del tutto carico i siti d’infanzia avranno un tono meno sbarazzino ma allo stesso tempo gioioso per chi l’osserva.
Se proprio volete osare abbinate l’arancione con il blu e l’effetto sarà decisamente meraviglioso.

Verde

Il verde, un colore rilassante, rientra a far parte nella categoria dei colori più rilassanti insieme al blu. Questo colore esprime la fiducia soprattutto se la tonalità utilizzata è il verde oliva. In genere, anch’esso viene utilizzato come il blu per le attività finanziarie ed assicurative per trasmettere positività al cliente.
Una tonalità di verde che non viene utilizzata è la fosforescente, perché risulta fastidiosa agli occhi, per questo motivo si consiglia di utilizzare toni meno accesi per non avere l’effetto contrario.

Consiglio nell’utilizzo in un progetto grafico

Se hai intenzione di utilizzare il verde per un progetto grafico, stai attento alla tonalità, perché un colore troppo forte potrebbe dare solo fastidio a chi l’osserva.
Utilizza in questo caso come già citato in precedenza delle tonalità più scure abbinato con il dorato, dona un aspetto elegante.
Per questa tipologia di colore non c’è una categoria specifica in cui viene utilizzato; ad esempio viene utilizzato dai locali vegani o per attività sanitarie ma infine viene utilizzato anche nel settore del benessere come per esempio le pratiche sportive di yoga e meditazione.

Giallo

Il giallo è un colore gioioso insieme al rosso e l’arancione. Rappresenta non a caso il sole ma anche gioia e positività. Ha molte proprietà simili al rosso ma senza riscontrare nessun effetto negativo: attira facilmente l’attenzione ma svolge un’azione positiva per chi l’osserva.
Per la sua carica positiva è un colore amato dai più piccoli e se sei alla ricerca di un colore in grado di attirare l’attenzione in modo positivo, è il colore giusto.
Oltre ad riscontrare un effetto positivo sull’umore, stimola anche l’appetito e non a caso viene utilizzato nei siti design di ristorazione. Favorendo l’appetito più facilmente alla clientela sopratutto se il colore viene abbinato alle offerte o alle classiche locandine pubblicitarie.

Consiglio nell’utilizzo in un progetto grafico

In genere questo colore viene utilizzato per attirare l’attenzione soprattutto per i più giovani grazie anche al suo abbinamento vivace che non passa inosservato insieme all’arancione.
Non è un colore particolarmente indicato per chi vuole creare un progetto grafico elegante, in questi casi si consiglia di optare per il blu.

Rosso

Il rosso è il colore più vibrante e stimolante ed in genere esprime molteplici sensazioni positive ed allo stesso tempo vitali. Di certo, un colore del genere non passa affatto inosservato.
Il rosso è il colore dell’amore e della passione ma non per tutti è così, si potrebbe definire una vera e propria arma a doppio taglio, perché non a tutti provoca lo stesso effetto.
Il rosso, per molti è considerato un colore di pericolo ed è spesso associato a situazioni spiacevoli ma non solo essendo vivace, tende a stancare facilmente gli occhi di chi l’osserva.

Consiglio nell’utilizzo in un progetto grafico

In genere questa tipologia di colore viene utilizzato per la creazione di grafici in particolare per quanto riguarda la ristorazione. Non è assolutamente un colore da utilizzare in assoluto e va utilizzato naturalmente con moderazione.
In questo caso questo tipo di colore va abbinato insieme ad altri come l’arancione o il verde. Va evitato per il settore medico o finanziario se si tratta di adversiting. Lo stesso vale anche per la realizzazione di una fotografia o di una stampa, di qualsiasi progetto visivo. Se si tratta di una fotografia, infatti, il colore che viene utilizzato è il rosso scuro. Se invece il progetto riguarda una landing page in genere la tonalità rossa viene utilizzata per i pulsanti.

Proprio nel mondo della ristorazione Stampa Dal Web offre una grande varietà di prodotti tra cui scegliere: puoi stampare tra le altre cose le tovagliette così come i menù per ristorazione!

Advertising, Pubblicità

10 Pubblicità che han lasciato il segno

24 Giugno 2019
10 Pubblicità migliori - Blu calamaio

10 Pubblicità che hanno lasciato il segno

Ti fanno compagnia fin da piccolo con le loro forti dimostrazioni visive, magari grazie alla presenza di personaggi famosi e di effetti speciali di alta qualità. Gli spot pubblicitari hanno vissuto una forte evoluzione con l’avvento delle moderne tecnologie, ma sanno comunque essere al tuo fianco grazie a riuscite campagne di marketing. Scopri, di seguito, quali sono le 10 pubblicità che più di altre sono rimaste impresse. Stiamo parlando di piccole scene che sicuramente avrai visto almeno una volta nella tua vita. Eccole.

1. Muller – Fate l’amore con il sapore

Pubblicità Muller - Blu Calamaio

Iniziamo da una campagna pubblicitaria che sicuramente ricorderai e che oggi, ogni tanto, fa ancora capolino. Come si sa, un buono slogan può fare la differenza all’interno di uno spot. La frase stabilita da questa marca di yogurt a partire dal 1994 trasforma la sua degustazione in un momento molto seducente. L’obiettivo di porre in evidenza le sensazioni che un prodotto del genere è in grado di dare al tuo palato è stato senz’altro l’arma vincente di una pubblicità che tutti conoscono. Ovviamente, senza tralasciare una sottile vena d’ironia.

2. Vivident – Non sono tuo padre, sono tua madre

Pubblicità Vivident - Blu Calamaio

Proseguiamo con questo noto brand di chewing-gum, il cui spot citato risale al 2011. In questo caso, un uomo di una certa età decide di confessare al proprio figlio di far parte… del sesso opposto. Si apre la camicia e mostra un petto abbastanza femminile. Il ragazzo gli risponde di non essere suo figlio, ma una marionetta. È la dimostrazione di quanto tante cose non corrispondano a ciò che possono sembrare e che le sorprese shock possano essere sempre dietro l’angolo, presentandosi da un momento all’altro.

3. Trony – Non ci sono paragoni

Pubblicità Trony - Blu Calamaio

La nota catena di esercizi commerciali di elettronica ha a sua volta diffuso uno slogan ancora oggi utilizzato nelle sue campagne. Forse, in questo caso, lo spot pubblicitario in sé e per sé non è l’elemento che viene ricordato di più, dato che in molti probabilmente non sanno bene neanche come sia nata questa frase in rima. Tuttavia, essa rafforza le prerogative della relativa azienda ed è stata creata proprio con l’obiettivo di entrare nella tua mente e di uscirne molto difficilmente.

4. Ferrarelle – Liscia, gassata o Ferrarelle?

Pubblicità Ferrarelle - Blu Calamaio

Stavolta abbiamo a che fare con uno spot pubblicitario dallo stampo abbastanza classico, senza alcun tipo di storytelling particolare. La campagna relativa a questa azienda che propone acqua in tutte le sue forme mostra un confronto diretto tra la liscia e la gassata. Quindi, descrive la marca come una perfetta via di mezzo tra le due proposte precedenti, definendola effervescente naturale. Con tali prerogative, l’acquirente si sente portato a richiedere proprio quella marca in maniera chiaramente espressa.

5. Fiat – Buonasera…

Pubblicità Fiat - Blu Calamaio

Negli anni Duemila, la casa automobilistica italiana più famosa al mondo veniva apprezzata anche per uno spot divenuto un vero e proprio tormentone. Il messaggio espresso era quello di incitare ogni individuo a saper cogliere l’attimo giusto. Entrando nello specifico, la ragazza protagonista del video era arrabbiata in seguito ad un’accesa discussione con il suo fidanzato e gli aveva detto che sarebbe uscita col primo che avrebbe incontrato. Fuori alla porta, era già pronto l’aitante vicino di casa ad attenderla.

6. Rotoloni Regina – Non finiscono mai

Pubblicità Rotoloni Regina - Blu Calamaio

Ecco un altro slogan che ogni tanto si fa vedere ancora ai giorni nostri. Questi rotoli di carta igienica sono molto probabilmente tra i più famosi a livello nazionale. Il contenuto visivo dello spot pubblicitario è abbastanza ovvio: un enorme rotolo che attraversa una casa di grandi dimensioni e non sembra avere alcun limite, continuando a scorrazzare in perfetta libertà. Un’immagine forse paradossale, ma che grandi e piccini degli anni Novanta continuano a ricordare con un certo divertimento.

7. Maxibon – Tu gust is megl che uan

Pubblicità Maxibon - Blu Calamaio

In alcuni casi, gli spot pubblicitari sono diventati un autentico trampolino di lancio per ragazzi poi entrati nel mondo dello spettacolo. È il caso di Stefano Accorsi, uno degli attori più conosciuti del panorama cinematografico italiano che in questo caso si rivolge a due donne straniere in una lingua inglese alquanto maccheronica. Al tempo stesso, venivano esaltate le doti gustose di un gelato a due gusti, considerato meglio di prodotti simili ma con un gusto singolo.

8. Amaro Lucano – E cosa vuoi di più dalla vita?

Pubblicità Amaro Lucano - Blu Calamaio

Anche questo slogan fa ormai parte della vita quotidiana e viene associato alla bevanda in maniera diretta. Nel linguaggio comune, non possiamo fare a meno che unire questo amaro alla frase che maggiormente lo contraddistingue. Dagli anni Novanta fino ai giorni nostri, l’azienda ha diffuso tanti spot con molteplici scenari differenti. Ma la frase è rimasta sempre la stessa ed identifica alla perfezione il prodotto al quale hanno scelto di collegarla.

9. Ferrero Rocher – Ambrogio, ho un certo languorino

Pubblicità Ferrero Rocher - Blu Calamaio

Questo è un autentico classico della campagne pubblicitarie italiane. A partire dal 1992, un autista e una donna in carriera vestita di giallo hanno circolato a bordo di una lussuosa Rolls-Royce. La signora viene presa da un certo languorino e l’autista sceglie di mostrarle una deliziosa piramide dorata, contenente una sequenza di dolci al cioccolato dal sapore davvero delizioso. Questo spot è diventato oggetto di una serie pressoché infinita di parodie a tutti i livelli.

10. Cinghiale – Non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello

Pubblicità Pennelli Cinghiale - Blu Calamaio

Concludiamo la lista delle 10 pubblicità migliori di sempre con questo spot davvero divertente. Si tratta di una scena vintage, risalente addirittura al 1983 e apparsa in televisione fino a pochi anni fa. Un muratore circola per le strade trafficate di Milano portando sulla spalla un pennello enorme. Viene fermato da un vigile urbano, che gli chiede spiegazioni. Il primo risponde che per dipingere una parete di grandi dimensioni ci vuole un pennello adeguato e il secondo afferma basterebbe un pennello appartenente alla marca in oggetto.

Forse le pubblicità che ti ho citato non sono quelle che hanno richiesto un maggior lavoro o dalle soluzioni stilistiche più avanzate. Tuttavia, ognuno degli spot è riuscito ad entrare nell’immaginario collettivo per i motivi più disparati, grazie ad uno slogan efficace o a scene iconiche della nostra società. Ciò dimostra che anche quegli spazi televisivi durante i quali scegli solitamente di cambiare canale possono nascondere piccoli pezzi di storia.

Sei un’agenzia pubblicitaria o di comunicazione: scopri tutte le soluzioni di stampa online offerte da Stampa Dal Web!

Fotografia, Pubblicità

I Materiali su cui Stampare Fotografie

19 Giugno 2019
Stampare le Fotografie - Blu calamaio

I Materiali su cui Stampare Fotografie

Quello relativo alla stampa di fotografie è un ambito estremamente variegato, che ti offre ampi margini di movimento e può dare libero sfogo alla tua fantasia. Infatti, hai a tua disposizione numerosi materiali per poter dare forma alle tue immagini. Ti mostriamo alcuni dei materiali su cui stampare fotografie che possono fare al caso tuo, con la chance di darti numerose opportunità tutte molto interessanti per la tua stampa personale.

La carta

Ovviamente, il primo materiale che ti citiamo al fine di stampare fotografie di alta qualità è quello che viene considerato senz’altro come quello più banale. Puoi scegliere all’interno di una lunga serie di carte fotografiche dalle caratteristiche più disparate. Dalla grammatura al formato, dalla superficie allo spessore, per te c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Puoi affidarti ad un tipo di carta lucido oppure opaco, optare per il formato adatto alla foto che hai scattato e che hai intenzione di proiettare, verificare la sua effettiva robustezza. La qualità delle classiche fotografie e dei veri e propri fotolibri è cresciuta in misura esponenziale, con l’inserimento di legature di alto livello e soluzioni stilistiche in grado di lasciarti a bocca aperta. Per mantenere impresso nella tua memoria ogni tuo momento può bastarti una soluzione del genere, ma le alternative non mancano per fare in modo che ciascuna composizione possa diventare una vera e propria opera d’arte.

Il vetro

Una valida alternativa dal forte impatto stilistico alla cara e vecchia carta è senz’altro rappresentata dal moderno vetro. Stiamo parlando di un materiale che ti garantisce contorni ben definiti e colori estremamente brillanti. Se hai intenzione di utilizzare pannelli fotografici di dimensioni generose in occasione di qualsiasi genere di evento da te organizzato, puoi affidarti al vetro acrilico.

Ciascuna fotografia viene così protetta al meglio, con le varie tonalità che restano sempre perfettamente vivide. D’altronde, un vetro ben confezionato può resistere perfettamente all’eventuale contatto con l’acqua, così come non subisce alcun genere di alterazione fisica da parte di agenti esterni quali la luce ed il calore. Puoi inoltre aggiungere una tempra speciale per affrontare al meglio l’azione dei temuti raggi ultravioletti e lasciare l’immagine sempre intatta e perfetta.

Fin dal primo momento in cui ti servi di tale accorgimento, hai la chance di apprezzare un intrigante effetto profondità, che rende la foto lucida e nitida. Ti basta davvero poco per rendere le pareti della tua casa davvero meravigliose, o quanto meno per conferire quel tocco di classe in più ad ogni tua iniziativa pubblica e privata. In questo modo, proteggere i tuoi ricordi per un lungo arco di tempo non è più un obiettivo difficile da portare a termine.

Il legno

Non ti piace la carta classica e il vetro non ti soddisfa fino in fondo perché hai paura che possa rovinarsi in qualsiasi modo? Hai a tua disposizione uno dei materiali più resistenti e al tempo stesso meravigliosi in assoluto. Una deliziosa tavoletta di legno può diventare la base per il tuo ricordo tutto da tenere impresso nella memoria. Anche in questo caso, hai l’opportunità di scegliere all’interno di una lunga sequenza di modelli e formati a tuo completo piacimento.

ùIl supporto viene considerato da molti originale e moderno, senza dimenticare quella giusta iniezione di classe e tradizione che il legno è in grado di garantire a qualsiasi opera. A tutto ciò bisogna aggiungere la connotazione rustica di un materiale di questo tipo, capace di rappresentare una superficie lucida e brillante in ogni occasione possibile. Inoltre, un buon pannello in legno può essere ulteriormente impreziosito da un comodo cavalletto, che ti consente di avere un’immagine sempre ben visibile e senza il rischio che possa cadere dalla mensola da te scelta.

La tela

Ti abbiamo già parlato della chance di trasformare la tua foto in una vera e propria opera d’arte. Questo concetto può essere rafforzato se ti parliamo della prospettiva di stamparla su tela, proprio come un quadro d’alto rango da esporre in un museo. Ciascuna foto può assumere un delizioso effetto satinato, in grado di evitare che possa comparire qualsiasi genere di riflesso.

La tua immagine diventa elegante e ben definita al tempo stesso, tutta da ammirare. La situazione migliora ulteriormente se decidi di appoggiare la tela su un telaio in legno ad elevata resistenza, dando forma ad una composizione artistica che può lasciare letteralmente a bocca aperta i tuoi ospiti. Non ti resta altro da fare che esporre la tua foto su tela nel punto da te desiderato e il gioco è fatto.

L’alluminio

Ecco un altro materiale che può dare ulteriore valore ai tuoi ricordi di una vita. L’alluminio è un materiale molto leggero e al tempo stesso estremamente robusto. Puoi affidarti sia ad una modalità di stampa diretta che alle moderne tecniche di fine art, con tante opportunità di fissaggio a tua completa disposizione. Molto gettonato è il sistema che prevede l’applicazione di quattro fori in corrispondenza degli spigoli della foto, utili per farti inserire quattro viti e lasciare l’immagine ben appesa alla relativa parete.

In alternativa, puoi inserire ganci o guide in metallo, o magari aggiungere il pannello in alluminio senza inserire alcun genere di supporto. Anche in tale circostanza, per te le ipotesi in grado di darti grande soddisfazione sono pressoché infinite e ciascuna valorizza al meglio l’immagine da te selezionata.

I pannelli rigidi

Concludiamo il nostro viaggio tra i materiali su cui stampare fotografie con i pannelli rigidi. Questa categoria raccoglie diverse possibilità tutte da esporre all’interno della tua camera. Ecco alcune delle più diffuse, capaci di impreziosire tutta la tua casa:

  • il forex è in PVC e ti offre l’opportunità di lavorare senza alcuna difficoltà, con un vantaggioso rapporto fra qualità e prezzo;
  • il cosiddetto pannello piuma è rigido, leggero e facilmente stampabile, molto utilizzato per composizioni fieristiche;
  • il kapatex presenta una vaga somiglianza rispetto alla tela pittorica e si concretizza mediante una sequenza di fori;
  • la canvas è una particolare varietà di tela in tessuto applicata su un supporto in legno, in modo da non lasciare alcuno spazio bianco.

Come puoi ben notare, puoi stampare fotografie in diverse modalità tutte in grado di valorizzare l’abbigliamento domestico.

Stampa Dal Web è specializzata nella stampa su supporti fotografici, in primis quadri in canvas e poster in altissima qualità ma anche su forex: visita il sito e stampa la tua foto su tela!

Font, Grafica

Come si struttura un Font

19 Giugno 2019
Come si struttura un Font - Blu calamaio

Come si struttura un Font e l’importanza dei font nell’universo grafico

Che si operi nell’ambito della grafica digitale o della tipografia, che si lavori fianco a fianco con stampanti o mezzi dedicati alla riproduzione di stampe per la pubblicità, i font rappresentano uno strumento chiave, un mezzo imprescindibile a cui un grafico deve necessariamente fare (sempre) riferimento. È grazie a un determinato font se un grafico, uno scrittore, un giornalista o un artista digitale ha la possibilità di lavorare in una specifica modalità, potendo dar vita a creazioni dallo stile netto e ben delineato.

Un font classico potrà essere più adatto per la stesura di articoli di giornale, mentre un font più arrotondato potrebbe prestarsi alla creazione di fumetti umoristici; un font elegante, invece, si rende perfetto per la concezione di inviti matrimoniali, ad esempio, o per la realizzazione di pubblicità artistiche e di grande effetto. Da tutto ciò si può dedurre facilmente come dietro ai font vi sia un vero e proprio mondo a sé stante, caratterizzato da dettagli infinitesimali in grado di cambiare notevolmente l’esito di progetti grafici di qualsiasi tipo. Ma entrando nel dettaglio, cos’è un font? Quali sono le sue caratteristiche principali? E sul piano pratico, come si giunge alla crea e come si struttura un font?

Generalità e caratteristiche dei font

Partiamo da alcune generalità. Per definizione, il font non è altro che un carattere tipografico caratterizzato da specificità legate allo stile e alla grafica. La lingua italiana ha adottato il termine “font” dalla lingua inglese, sia per un fatto di pura globalizzazione delle terminologie anglosassoni che per una maggiore comodità nell’utilizzo di software che fanno uso di tali lemmi (in italiano la traduzione letterale di “font” corrisponderebbe a “fonte” o “tipo di carattere”).

Per quanto riguarda il loro aspetto, i font possono variare enormemente l’uno dall’altro in base a tutta una serie di fattori estetici differenti:

  • dalle dimensioni alle proporzioni;
  • passando alla cosiddetta “apertura” (l’ampiezza delle curvature dei simboli utilizzati nel font);
  • fino al “peso” del carattere (il rapporto esistente tra l’area del carattere stesso, colorata di nero, e lo spazio restante attorno ad esso).

Ogni singolo fattore è in grado di influire enormemente sia sulla qualità che sull’aspetto formale definitivo del font. Per far intuire al meglio la reale importanza dei font a fini tipografici, basti pensare che gli stessi tipografi seguono regole ben determinate per produrre e riprodurre i caratteri utilizzati per la stampa di un’opera particolare. Stiamo pur sempre parlando di un elemento che ha contribuito enormemente a cambiare in maniera radicale l’approccio degli esseri umani alla cultura, dai tempi dell’invenzione della stampa a caratteri mobili sino ad arrivare ai primi software di videoscrittura. Dopo aver fatto un po’ di chiarezza in merito all’argomento, passiamo alla parte pratica di come si struttura un font.

La strutturazione di un font: cos’è

È sbagliato pensare che i font attualmente esistenti siano le uniche alternative per grafici e tipografi di produrre materiale da mandare in stampa attraverso tecniche variabili. Inventare un font partendo da zero, infatti, è del tutto possibile. L’operazione diviene fattibile grazie a metodologie differenti, ognuna delle quali comporta il raggiungimento di un determinato risultato estetico. In linea generale, sono sostanzialmente tre i metodi che consentono di concepire font in maniera del tutto libera e personalizzata:

  • i siti online;
  • le applicazioni per smartphone e tablet;
  • i software per PC/Mac.

A seconda delle necessità del singolo utente, le funzionalità di una o dell’altra metodologia portano alla creazione di font attraverso procedure differenti, ma in linea generale i passaggi che rendono possibile la concezione di un nuovo carattere sono sempre i medesimi: ci si arma di matita e righello (elementi entrambi digitali), si procede con l’impostazione di determinati parametri (altezza del font, peso e via dicendo) e si conclude il tutto salvando i settaggi inseriti durante la lavorazione. Al termine delle operazioni, ovviamente, i font creati (con tanto di nome ufficiale) saranno utilizzabili dall’utente per i fini che ritiene più opportuni, dalla stesura di testi per scopi personali o in ottica lavorativa. Vediamo ora quali sono i siti, le app e i software che consentono di raggiungere gli obiettivi sinora descritti.

Guida pratica alle varie metodologie di strutturazione dei font: i siti online

Scopriamo come si struttura un font iniziando dai siti online. Sono diversi i portali che ospitano pannelli di navigazione e strumenti di lavoro per concepire il proprio font in maniera del tutto personalizzata, portali che, nella stragrande maggioranza dei casi, si presentano del tutto gratuiti e facilmente accessibili anche per gli utenti meno pratici con il mondo digitale.

Un esempio è dato da Glyphr, un sito completamente free che, tra le altre cose, garantisce la possibilità di ridimensionare singole porzioni di carattere, stiracchiarli, trascinarli, restringerli e così via. Particolarmente pratico è Bit Font Maker 2, che permette di creare font gratuiti attraverso l’utilizzo di una scacchiera quadrata con tanto di pannelli di lavoro collocati in posizione sopraelevata rispetto alla stessa. I comandi di Bit Font Maker 2 sono estremamente semplici (rotazione degli assi del carattere, allargamento, restringimento ecc…), facilitando enormemente il lavoro degli utenti.

Altro sito di eccezionale utilità ai fini della creazione di font personalizzati è FontStruct, il quale, però, permette di lavorare all’interno dello stesso esclusivamente dietro registrazione (gratuita) con username, e-mail e password. Anche in questo caso ritroviamo matite e griglie, entrambi fondamentali per lavorare all’interno della scacchiera in maniera sempre ordinata e organizzata.

Le applicazioni e i software per la strutturazione di font personalizzati

Infine, veniamo alle applicazioni e ai software che permettono di lavorare su dispositivi portatili e su PC per concepire nuovi font personalizzati. Un esempio perfetto di applicazione per dispositivi Android è Fonty. L’app in questione, installabile su qualsiasi smartphone o tablet che supporti il sistema operativo prodotto da Google, dà la possibilità sia di creare font da zero, sia di modificare quelli preesistenti contenuti all’interno dell’app stessa. In questo caso sono il pennello e la gomma gli strumenti cardine per lavorare i font nel dettaglio, creando forme e linee a piacere e con finalità artistiche.

Per quanto riguarda i software per PC il punto di riferimento è Adobe Illustrator, funzionante sia su Windows che su MacOS e in grado di creare font personalizzati (a patto che si scarichi a parte il plugin Fontself). Tra livelli (a destra) e barre degli strumenti (a sinistra), Adobe Illustrator si conferma anno dopo anno uno dei migliori software in assoluto di elaborazione grafica.